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 2012  gennaio 03 Martedì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Renato Schifani
Il Presidente della Camera è Gianfranco Fini
Il Presidente del Consiglio è Mario Monti
Il Ministro degli Interni è Anna Maria Cancellieri
Il Ministro degli Esteri è Giulio Terzi di Sant’Agata
Il Ministro della Giustizia è Paola Severino
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Vittorio Grilli
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Francesco Profumo
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Elsa Fornero
Il Ministro della Difesa è Giampaolo Di Paola
Il Ministro dello Sviluppo economico è Corrado Passera
Il Ministro delle Politiche agricole è Mario Catania
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Corrado Passera
Il Ministro della Salute è Renato Balduzzi
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Lorenzo Ornaghi
Il Ministro dell’ Ambiente è Corrado Clini
Il Ministro degli Affari europei è Enzo Moavero Milanesi (senza portafoglio)
Il Ministro di Affari regionali, turismo e sport è Piero Gnudi (senza portafoglio)
Il Ministro della Coesione territoriale è Fabrizio Barca (senza portafoglio)
Il Ministro della Cooperazione internazionale e integrazione è Andrea Riccardi (senza portafoglio)
Il Ministro di Pubblica amministrazione e Semplificazione è Filippo Patroni Griffi (senza portafoglio)
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Dino Piero Giarda (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Ignazio Visco
Il Presidente della Fiat è John Elkann
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Popolari per il Sud è Clemente Mastella

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Barack Obama
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Mario Draghi
Il Presidente della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è David Cameron
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Nicolas Sarkozy
Il Primo Ministro della Repubblica francese è François Fillon
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è Mariano Rajoy Brey
Il Comandante Supremo delle Forze Armate dell’ Egitto è Mohammed Hoseyn Tantawi
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Abdullah Gül
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

La morte di don Verzé, sepolto ieri nel paese dov’era nato (Illasi in provincia di Verona), ci mette in una forte tentazione: quella di catalogare anche questo episodio nella lunga serie dei misteri italiani, una lista che comincia con Pisciotta, passa per la morte di Roberto Calvi e finisce, appunto, con la vicenda romanzesca del prete-imprenditore, del santo-costruttore, indagato ora per bancarotta fraudolenta (e non ancora per associazione a delinquere), creatore di quel gioiello che è il San Raffaele – tirato su contro la volontà delle curie e di papa Montini – poi assurto a uomo di potere autentico, intimo per esempio di Berlusconi e dei servizi segreti, colto infine in castagna sui debiti, un miliardo e mezzo di euro, una somma che ha portato il San Raffaele al fallimento e alla prossima cessione per asta. Proprio il 31 dicembre, giorno della morte, si sono aperte le buste di questa asta: non c’era che un’offerta, quella di Giuseppe Rotelli, titolare del Policlinico San Donato (IRCCS) e del relativo gruppo, forte di 17 ospedali in Lombardia e uno in Emilia. È una gara che si concluderà il prossimo 10 gennaio.

C’è qualche elemento concreto che consenta di inserire la morte di don Verzé nel Catalogo dei misteri?

Nessun elemento concreto. La cronaca della morte non potrebbe essere più asciutta: si sente male la sera del 30 dicembre, all’una di notte lo portano al pronto soccorso del San Raffaele, alle due e mezza lo trasferiscono all’unità coronarica, alle sette e mezza del mattino arriva l’infarto che lo uccide. La Guardia di Finanza ha fotocopiato la cartella clinica e il portavoce dell’ospedale, Paolo Klun, ha spiegato che questo atto non significa niente di particolare: «È una prassi consolidata». Non è stata disposta l’autopsia (anche perché si tratta di un prete). In base a quello che sappiamo non siamo autorizzati a pensare a niente.

E allora?

Il commento di Beppe Grillo dà perfettamente conto dei sentimenti e dei pensieri che si agitano nelle teste di tutti. «È morto Don Verzé, aveva 91 anni e sembrava in ottima salute come a suo tempo Papa Luciani, per rimanere nell’ambito religioso, o Sindona, per spaziare nell’ambito affaristico-clericale. Lascia il San Raffaele, uno dei simboli del potere terreno di Comunione e Liberazione, e un crack di 1,5 miliardi di euro. Dicono che a ucciderlo sia stato un arresto cardiocircolatorio dovuto allo stress per l’ipotesi di reati di bancarotta e associazione a delinquere. Anche se l’infarto fosse vero, nessun italiano ci crederà mai. Una domanda: "Chi gli ha portato il caffè corretto?”». I dubbi, cioè, non nascono dalle circostanze della morte, ma dalla lunga serie di misteri di cui è intessuta la storia italiana. Diciamo “misteri” e, lei lo capisce, intendiamo “porcherie”.

A chi poteva giovare la morte di don Verzé?

Come abbiamo già raccontato una volta, la vicenda del San Raffaele è nello stesso tempo una storia di luce e una storia di tenebre. Dalla storia di tenebre emerge un uomo dalle ambizioni immense (è anche da lì che viene il debito da un miliardo e mezzo), un uomo che per raggiungere i suoi obiettivi era capace di tutto, perfino di indurre i servizi segreti a tagliare la luce a un vicino che non voleva cedergli un terreno. Un mese fa, don Verzé scrisse ai suoi giudici, dichiarandosi responsabile di tutto, ma paragonando se stesso a Cristo in terra. Un’altra volta, in un’intervista a Sabelli Fioretti, disse di essere stato interrogato, da due cardinali che lo consideravano «un maneggione e un affarista». Tutti e due gli disser se la sua impresa fallisce, si butti dalla finestra o si compri una pistola e si spari. Rileggendo questo passo, ho pensato che don Verzé avrebbe persino potuto chiedere ai suoi medici o ai suoi infermieri di aiutarlo a morire, di non costringerlo a vedere la fine della sua opera. Si era dimesso da presidente una quindicina di giorni prima.

• Come sono andati i funerali, ieri?

Hanno prima allestito una camera ardente al Ciborio, sotto la grande cupola del San Raffaele (è più grande di quella di San Pietro, il che dice tutto sulla megalomania del personaggio). La camera ardente è rimasta aperta solo due ore. Hanno poi portato la salma a Illasi, in provincia di Verona, il paese dove era nato. Molta folla e, in mezzo alla folla, Al Bano, Renato Pozzetto, Massimo Cacciari. Fuori, una corona di Letizia Moratti. Don Mazzi ha commentat «Vorrei dimenticare i suoi ultimi dieci anni. Era un profeta e si sa che i profeti sono sempre strani».

Cos’è la storia di quel tizio che proprio adesso ha detto di aver pagato tangenti?

Pierino Zammarchi, imprenditore edile che ha costruito gran parte dell’istituto scientifico universitario San Raffaele e che adesso è indagato. È un racconto confuso. «Al San Raffaele non è stato fatto niente di particolare. È un sistema che va avanti da quando ho cominciato nel 1950. Io ho lavorato per Giuseppe Rotelli, al San Donato e anche lì si pagava la percentuale». Rotelli ha smentito seccamente, i giudici dovranno ora capire se la confessione di Zammarchi sta in piedi.

[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 3 gennaio 2012] (leggi)

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