Stefano Sansonetti, ItaliaOggi 03/01/2012, 3 gennaio 2012
INTRAMONTABILE GRAND COMMIS CHE FA INCETTA DI POLTRONE
Il 6 gennaio prossimo, giorno della Befana, taglierà il traguardo dei 70 anni. E in perfetta sintonia con la riforma delle pensioni predisposta dal ministro Elsa Fornero, sembra che l’abbandono del posto di lavoro sia per lui l’ultima delle priorità. Eh sì, Giancarlo Del Bufalo è a pieno diritto ascrivibile alla categoria dei grand commis di stato, quelli che hanno sette vite, che dopo aver abbandonato un posto rispuntano dopo qualche secondo ben sistemati su una nuova poltrona.
Diciamo subito che Del Bufalo è stato lo storico capo del personale del ministero dell’economia. Per tanti anni ha guidato uno dei quattro dipartimenti in cui si divide il superministero di via XX Settembre, ossia il Dipartimento che oggi si chiama degli affari generali (Dag). Nel 2006 l’allora ministro Tommaso Padoa-Schioppa decise di chiamare alla guida del Dag Giuseppina Baffi, figlia dell’ex governatore della Banca d’Italia Paolo Baffi. Del Bufalo venne fatto fuori? Macché, negli anni è risultato più presente che mai. E adesso è seduto sulla poltrona di presidente dell’Oiv, ovvero dell’Organismo indipendente di valutazione delle performance imposto dalla riforma Brunetta per la valutazione di ogni amministrazione pubblica. Del Bufalo, che è arrivato all’Oiv dopo essere stato alla guida del Secin (Servizio di controllo interno) del Mef, deve sentirsi perfettamente a suo agio in questo ruolo. Da capo dell’Oiv, infatti, avrà la possibilità di valutare le performance di un personale i cui assetti e la cui organizzazione sono di fatto un suo prodotto. Per questo, a via XX Settembre, qualcuno si è chiesto se fosse proprio il caso di affidare l’incarico a Del Bufalo. Secondo i suoi sostenitori, invece, nessuno come lui è adatto a giudicare un ministero che conosce in ogni minimo dettaglio.
Ma c’è di più, perché il quasi settantenne Del Bufalo è diventato da qualche mese anche presidente della Fatf, ovvero della Financial Action Task Force, ovvero quell’organismo intergovernativo con sede a Parigi che si occupa di lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. Incarico importante, per un Del Bufalo che, secondo gli spifferi che arrivano dal Mef, in realtà non ha mai nemmeno abbandonato il ruolo di capo del Dag. Sarebbe proprio lui, si dice, a muoversi da eminenza grigia dietro la Baffi.