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 2012  gennaio 03 Martedì calendario

VENDOLA RATTOPPA IL SUO ACQUEDOTTO


Il governatore l’ha considerato sempre un fiore all’occhiello. Certo, l’infrastruttura è stata ereditata dopo il passaggio attraverso numerose amministrazioni. Ma per Nichi Vendola l’Acquedotto Pugliese, il più lungo d’Europa con i suoi 21 mila chilometri di rete idrica e 330 centri abitati serviti, ha un valore tutto particolare.
A maggior ragione, poi, da quando ha trionfato il referendum che si è opposto all’apertura ai privati della gestione delle reti. Il fatto è, però, che dopo gli entusiasmi derivanti dal successo ottenuto nella battaglia referendaria, sono arrivati i dolori. Già, perché se l’acqua deve rimanere pubblica, altrettanto pubblici sono i soldi che servono per la manutenzione dell’infrastruttura. E Vendola, solo per il momento, per il tramite della Acquedotto Pugliese spa ha dovuto mettere mano alle casse pubbliche per estrarne un assegno della bellezza di 142 milioni di euro. Questa cifra, come emerge adesso da tutta una serie di atti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, è stata messa in programma per interventi di manutenzione e riparazione che avverranno in dieci ambiti territoriali. Si tratta, in sostanza, di altrettanti bandi predisposti in precedenza dalla Acquedotto Pugliese spa, società che gestisce l’infrastruttura e che è controllata dalla regione Puglia. Le gare in questione sono state aggiudicate negli ultimi mesi, ma solo di recente se ne è avuta notizia, proprio attraverso la pubblicazione degli esiti nella Gazzetta Ufficiale del 19 dicembre scorso.
Il valore di aggiudicazione delle suddette dieci gare, appunto, è stato di 142.104.288 euro.
Attenzione, però, perché a queste risorse andranno aggiunti altri soldi pubblici derivanti dagli interventi necessari per manutenzioni e riparazioni in cinque ulteriori ambiti territoriali. In relativi bandi, stando ai tempi, dovrebbero più o meno essere stati aggiudicati e dovrebbero essere in via di comunicazione ufficiale. Sul sito dell’Acquedotto Pugliese non se ne dà notizia, per ora, ma sono ben visibili le basi d’asta. Alla fine dalla fiera se ne ricava che il valore massimo di questi cinque lotti è di 71.682.856 euro. Naturalmente ci sarà uno sconto offerto dalle aziende aggiudicatarie. Ma questo fa chiaramente capire che per l’Acquedotto Pugliese il conto della manutenzione sarà salatissimo, ben superiore ai 142 mln già programmati. E questo, certo, non può essere considerato un dato indifferente, soprattutto se si considera che la società guidata dall’amministratore Ivo Monteforte a fine 2010 ha fatto segnare un fatturato complessivo di 429 milioni di euro.
Naturalmente l’altra faccia della medaglia è costituita da un nutrito gruppo di aziende che, grazie a queste opere di manutenzione, stanno proficuamente rimpinguando il loro volume d’affari. Tra le aziende più note, allora, ecco spuntare la Salvatore Matarrese spa, gruppo edilizio dei fratelli Matarrese che si è aggiudicato un lotto da 16 milioni e 300 mila euro.
Ma la parte del leone è stata fatta dalla Cons.coop società cooperativa, una sorta di consorzio tra cooperative che ha sede a Forlì (Emilia Romagna) e che aderisce alla Legacoop, la lega delle cooperative che vengono definite «rosse». La Cons.coop, in pratica, si è aggiudicata in associazione con altre aziende la bellezza di cinque gare all’interno del pacchetto assegnato dall’Acquedotto Pugliese. Fatte le somme, in pratica, risulta che il consorzio cooperativo ha messo le mani su gare che in tutto valgono 68.281.898 euro. davvero niente male.