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 2012  gennaio 03 Martedì calendario

Il dossier sugli stipendi dei parlamentari italiani e europei

• La Commissione per il livellamento retributivo, guidata dal presidente dell’Istat Enrico Giovannini e incaricata di confrontare i compensi tra le cariche elettive e gli organi istituzionali di sei Paesi Ue, ha pubblicato i risultati della sua indagine. La relazione finale è di 37 pagine e fotografa le retribuzioni dei parlamenti di Italia, Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi e Belgio. Giovannini ha chiesto una proroga al 31 marzo per completare il lavoro su organi costituzionali ed enti pubblici e ha ammesso che è impossibile affermare chi guadagna di più, perché in Italia l’indennità mensile lorda è la più alta d’Europa, ma il «costo complessivo» dei parlamentari è più alto in altri Paesi (Francia e Germania). [Lopapa, Rep] In modo più netto Sensini sul Cds scrive: «Più di 16 mila euro lordi al mese in tasca. Contro i 13.500 di un deputato francese, i 12.600 di uno tedesco, i poco più di 10 mila euro che guadagna un rappresentante della Camera olandese, i 9.200 di un deputato belga, gli 8.650 di un austriaco, per non parlare dei 4.630 euro che costituiscono il “misero” appannaggio di un deputato spagnolo. (…) Gli eletti del Bel Paese costano da un minimo del 20 per cento fino al 400 per cento in più rispetto ai colleghi». 

• Nel particolare, i numeri pubblicati dalla Commissione:

-       I parlamentari italiani percepiscono l’indennità lorda mensile più alta d’Europa: 11.283 euro alla Camera e 11.550 al Senato. Seguono i Paesi Bassi con 8.503 euro, Francia e Germani con 7.100 e 7.668, in Spagna l’indennità è di 2.813 euro. Al netto  l’indennità in Italia è poco superiore ai 5.000 euro. In ogni caso, fanno notari gli esperti della Commissione, è difficile fare confronti perché è diverso il livello di tassazione tra paese e paese.

-       La diaria, o indennità di residenza, è più alta in Germania (3.984 euro), mentre in Italia è di 3.503 euro. A Parigi i parlamentari non percepiscono la diaria, ma godono di alloggi e tariffe agevolate in residence di proprietà dell’Assemblea. A Madrid è di 1.800 euro.  In Italia da qualche mese questa diaria è decurtata in base alle assenze, in aula e nelle sedute di commissione.

-       Le spese di «segreteria e rappresentanza», cioè per i portaborse, in Italia è forfettaria: 3.690 euro per il deputato e 4.180 euro per il senatore. In Germania, in Belgio e nell’Europarlamento il collaboratore viene pagato direttamente dal parlamento. In Francia, se il deputato non utilizza il budget di 9.138 euro in tutto o in parte, viene restituita.

-       Il monte benefit è massimo in Italia rispetto a tutti gli altri Paesi. La «libera circolazione ferroviaria, autostradale, marittima e aerea» consentita dall’apposita tessera di cui viene dotato il deputato e il senatore non ha corrispettivi. In Francia, i deputati dispongono di una carta ferroviaria, più 40 viaggi aerei tra il collegio e Parigi e sei fuori dal collegio. In Germania, solo tessera ferroviaria e rimborso per i voli domestici con rimborso a piè di lista. In Spagna, è prevista una diaria da 150 euro per ogni giorno di viaggio all’estero e 120 per viaggio interno. Nei Paesi bassi, treno di prima classe e rimborso chilometrico da 0,37 euro al km ma solo se non esistono mezzi pubblici che consentano al deputato di tornare a casa. Il parlamentare italiano usufruisce anche di 258 euro mensili di rimborso per spese telefoniche (in Francia 416 euro, nei Paesi Bassi 33 euro) e di 41 euro per dotazione informatica. La Spagna però offre iPad e telefoni portatili di servizio.

-       Fino al 31 dicembre i parlamentari italiani usufruivano di vitalizio dopo almeno due legislature, al compimento del cinquantesimo anno. Resta ora come allora l’assegno di fine mandato, ma il vitalizio è stato sostituito dal primo gennaio da una pensione con metodo contributivo e solo al compimento dei 65 anni (60 con almeno due legislature). In Italia, fa notare la relazione Giovannini, dopo 5 anni di mandato il vitalizio finora è stato pari a 2.486 euro mensili, con un versamento pari all’8,6% dell’indennità lorda. In Francia, dopo cinque anni di mandato, il vitalizio minimo è pari a 780 euro a fronte di un versamento del 10,5% dell’indennità legislativa, se ne ha diritto a 60 anni. In Germania, l’età alla quale il deputato matura la pensione è stata innalzata gradualmente dai 65 ai 67 anni. In Spagna la pensione è un beneficio di carattere integrativo ed è pari alla differenza tra la pensione che il deputato riesce a maturare nella vita lavorativa e la pensione massima raggiungibile in quel paese. Integrazione che può essere richiesta se il mandato è stato almeno di 11. [Rep]

 

• In seguito ai risultati della commissione Giovannini, le presidenze di Camera e Senato hanno già fatto sapere che interverranno sui budget per i portaborse. Sarà l’amministrazione a pagare direttamente l’assistente che il parlamentare sceglierà. Per le spese di segreteria nella città di origine, il meccanismo sarà quello francese della documentazione della spesa effettivamente sostenuta. In questo modo, Montecitorio e Palazzo Madama contano di risparmiare una media di 1.000 euro per parlamentare, in tutto 12 milioni all’anno. È già stata decisa poi la decurtazione sui benefit accessori. Saranno eliminati i voli gratis e senza limiti. Per tornare nella città d’origine o per spostarsi da un punto all’altro del territorio nazionale l’onorevole dovrà attingere al plafond che la Camera metterà a disposizione di ciascun gruppo. Montecitorio conta di risparmiare così un milione di euro nel 2012, passando da una spesa di 9,4 a 8,4 milioni. Sulla stessa linea dovrebbe muoversi Palazzo Madama. [Rep]

• Ricorda Rizzo sul Cds che per mantenere le due Camere ogni italiano spende 26,33 euro l’anno, il doppio di un francese, due volte e mezzo rispetto a un cittadino britannico.