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 2012  gennaio 03 Martedì calendario

IL CAPODANNO DI CONTI VECCHIO COME IL PAESE

Non ci poteva essere trasmissione più azzeccata per rappresentare il momento che attraversiamo. La notte di Capodanno è servita a Carlo Conti, un perfetto impiegato dell’intrattenimento, per traghettare il pubblico televisivo nel 2012. Tempo di crisi, tempo di divertimenti domestici: e allora via con i Pooh, Antonello Venditti (definito «poeta»), Fausto Leali, i Dik Dik. Via con l’allegria dei veglioni di fine d’anno. Via con i capelli tinti per «L’anno che verrà» (Rai1, sabato, ore 21.20).
I capelli tinti (dei Pooh e di tutti gli altri) sono il simbolo più fatale di un Paese vecchio che finge però di essere giovane, la rappresentazione di un fermo immagine che ci incolla irrimediabilmente agli anni Settanta, un ritaglio di giornale ingiallito che parla di noi. E a nulla servono quei demenziali sms che scorrono in basso per la gioia del consigliere d’amministrazione Antonio Verro e del vicedirettore Antonio Marano presenti a Courmayeur.
Già, quest’anno niente più mare (a Rimini non hanno più soldi), ma solo monti. E se in passato ogni parola di Conti serviva a decantare le virtù marine, da ora in avanti ogni panegirico sarà riservato alla montagna. È successo infatti che Viale Mazzini abbia approvato un accordo con la Val d’Aosta: la Rai riceverà 1.100.000 euro l’anno per tre anni, in cambio della promozione dell’immagine e del territorio della Vallée attraverso diverse trasmissioni. Oltre alla diretta di Capodanno su Rai1, la sinergia riguarderà «Domenica in», «Linea Verde», «I soliti ignoti», «Sereno variabile» e «Geo & Geo».
Finita la Courmayeur dei Beria d’Argentine, dei Momigliano, dei Bocca, ecco la Courmayeur dei format tv, del pubblico generalista, dell’indistinto dei capelli tinti. La Val d’Aosta ha tanti soldi da spendere in promozione perché è una regione autonoma, i suoi abitanti godono di privilegi che altri cittadini italiani non hanno. Ha ancora senso tutto ciò?
Aldo Grasso