FLAVIA AMABILE, La Stampa 3/1/2012, 3 gennaio 2012
Sanità, madre di tutti gli sprechi - E’ la gallina dalle uova d’oro, un grande portafoglio capace di elargire miliardi di euro ogni anno a carico delle casse dello Stato
Sanità, madre di tutti gli sprechi - E’ la gallina dalle uova d’oro, un grande portafoglio capace di elargire miliardi di euro ogni anno a carico delle casse dello Stato. E’ la Sanità, da anni luogo di truffe, sprechi e costi privi di qualsiasi senso non solo economico ma persino logico come appare dalle cifre e dalle relazioni della Corte dei Conti. Ogni anno dalle casse pubbliche escono circa 137 miliardi di euro per l’acquisto di beni e servizi: circa 77 miliardi vengono adoperati dalle amministrazioni locali per l’acquisto di beni e servizi nel settore della Sanità, secondo quanto risulta dai dati forniti dal ministero delle Finanze e dalla Ragioneria dello Stato. Una cifra lievitata di 24 miliardi in soli cinque anni. Nel 2004 la spesa complessiva era di 113 miliardi, le amministrazioni locali ne spendevano 53 per gli acquisti nel settore sanitario. In un sistema che funzioni a un aumento di spesa dovrebbe corrispondere un aumento dell’efficienza. Non nella Sanità. Dal rapporto «Ospedali& Salute 2011», realizzato da Aiop, l’Associazione Italiana Ospedalità Privata, in collaborazione con Ermeneia - Studi & Strategie di Sistema, risulta proprio il contrario: cresce la quota d’inefficienza degli ospedali pubblici che ricevono un finanziamento più alto del valore delle prestazioni che erogano. In media sprecano oltre il 29% dei finanziamenti, pari a circa 13 miliardi di euro l’anno. Gli sprechi vanno da un minimo del 17,2% del Veneto ad un massimo del 46,4% della Calabria. Le meno sprecone sono le regioni a statuto ordinario dove comunque viene perso un quarto delle risorse, il 27,9%. Nelle regioni a statuto speciale la media dell’inefficienza arriva al 36,1%. Se si guarda il quadro delle singole regioni i risultati cambiano anche di molto e ci sono alcune sorprese: infatti nonostante il Nord testimoni in generale una maggiore capacità di gestione delle risorse anche qui il margine di spreco è cresciuto: 21,8% rispetto al 20,5% dell’anno precedente. La Lombardia perde il primato di regione più efficiente d’Italia (19,3% contro il 16,9%) e cede il posto al Veneto (17,2% contro il 18,1%). Fra le regioni a statuto speciale il maggior tasso di inefficienza spetta alla Sicilia (37,8%) e alla Sardegna (41,8%). Quanto ci costano questi sprechi? A rispondere è la Corte dei Conti nelle sue relazioni. «L’insieme delle pronunce emesse ha comportato condanne per un importo complessivo di quasi 60 milioni di euro per i giudizi di responsabilità, cui si aggiungono altri 200.000 euro circa per i giudizi di conto», scrive il procuratore generale Mario Ristuccia nella relazione di apertura dell’anno giudiziario 2011. In totale fanno circa 254 milioni di euro di danni in gran parte concentrati nel Lazio (oltre 130 milioni di euro), in Sicilia (oltre 69 milioni di euro), in Calabria (oltre 38 milioni di euro) ed in Lombardia (oltre 17 milioni di euro) La maglia nero, insomma, spetta al Lazio dove accade di tutto. Il vice procuratore generale della Corte dei conti del Lazio, Pio Silvestri, ne traccia un ritratto impietoso. In questo settore, avverte, «l’interesse privato ha assunto caratteri truffaldini, e talora francamente prevaricanti, in pregiudizio del pubblico interesse». «Alcuni casi sono la clinica San Raffaele di Velletri e la società Clinilabor - aggiunge il presidente della Corte dei Conti Salvatore Nottola -. Per quest’ultimo caso si trattava di una truffa relativamente semplice ma efficace che consisteva nell’accollare all’Asl prestazioni sanitarie effettuate da strutture non accreditate». Per la clinica San Raffaele, invece, Nottola parla di «frode di dimensione colossale». E non mancano, continua la relazione, «casi di pura e semplice appropriazione di beni pubblici come nel caso di una Ipab, il Sant’Alessio Margherita di Savoia per i ciechi».