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 2012  gennaio 03 Martedì calendario

IL PROF EMERITO E IL GENIO STATISTICO I «TECNICI» CHE HANNO FATTO FLOP


La «Commissione sul livellamento retributivo Italia-Europa» sarebbe dovuta partire già a inizio luglio (il decreto legge è del 6). O almeno il 15,quando è stato convertito in legge. E invece si è insediata a Palazzo Vidoni solo 50 giorni dopo, il 1 settembre. La Commissione avrebbe dovuto partorire entro il 31 dicembre uno studio di paragone sulle effettive retribuzioni dei parlamentari di una manciata, rappresentativa, di Paesi europei. E invece in quattro mesi ben poco è stato fatto. Certo il decreto prevede che i membri possano prendersi tempo fino a marzo per emettere un parere. Di buono c’è che nessuno dei commissari incassa un euro per il lavoro (non) fatto. Ma forse, a volte, è meglio pagare. Ecco chi dovrebbe portare a termine i lavori.
Enrico Giovannini. È lui, il superprofessore di statistica che ha addirittura convinto l’Ocse a modificare i modelli di indagine, a presiedere la Commissione. Se finora non ha trovato il tempo per dedicarsi al livellamento retributivo è sicuramente colpa dei troppi e prestigiosi impegni. Oltre a presiedere il nostro Istat, infatti, Giovannini insegna Statistica economica all’università Tor Vergata di Roma e, dallo scorso giugno, è anche stato eletto presidente della Conferenza degli statistici europei, organismo della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite. Il suo pallino resta comunque quello di individuare un criterio di benessere che vada oltre quello del reddito: impostazione che dovrebbe tornargli utile nell’operazione di sforbiciata agli stipendi della casta.
Roberto Barcellan. Funzionario presso la Commissione Ue dal marzo 1999, Barcellan è l’uomo che dovrebbe incollare e confrontare i dati italiani con quelli europei. Nel corso della sua carriera ha ricoperto numerosi incarichi di rappresentanza sempre per conto di Eurostat, l’Ufficio statistico di Bruxelles. Attualmente è presidente dell’Inter secretariat Working Group on Price Statistics (gruppo creato dalla Commissione Statistica delle Nazioni Unite).
Alfonso Celotto. Professore di Diritto Costituzionale all’Università Roma Tre, Celotto, malgrado la corposa carriera accademica a cui affianca anche quella legale (è avvocato cassazionista) è forse quello con più esperienza nei palazzi della politica. Nel 2008 è sbarcato al ministero delle Politiche europee come capo del legislativo, stesso ruolo ha ricoperto poi al ministero per la Semplificazione fino al novembre 2009, quando è diventato consigliere giuridico di Giulio Tremonti. Attualmente collabora con Fabrizio Barca al ministero della Coesione.
Ugo Trivellato. Professore emerito (dal 2011) di Statistica economica alla Facoltà di Scienze Statistiche dell’Università di Padova, dove ha iniziato negli anni Settanta la carriera, diventato docente ordinario nel 1980, Trivellato (classe 1942), ha insegnato anche a Monaco, nel Wisconsin (Madison) e in Svezia (University of Uppsala). È un esperto di valutazione d’impatto delle politiche pubbliche. E probabilmente nel lavoro nella commissione taglia casta gli potrà tornare utile un progetto di ricerca del 2009: «Evoluzione delle disuguaglianze intergenerazionali e della condizioni giovanili in Italia», dove la disuguaglianza, forse, è più da ricercare tra quanto incassa un parlamentare italiano rispetto ai colleghi europei.
Giovanni Valotti. Professore ordinario di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche della Bocconi di Milano (l’ateneo di cui è stato rettore Mario Monti), classe 1962, di certo potrà contare su una conoscenza accademica notevole visto che tra i 5 corsi di quest’anno accademico, ne tiene uno (“Human resource management nelle organizzazioni pubbliche e nelle istituzioni internazionali”). Ma niente, come il prossimo volume in via di pubblicazione (“Fannulloni si diventa”), lo rende la persona più adatta per far parte della commissione che dovrebbe riallineare i redditi della casta. E forse – visto che tra le aree di interesse scientifico del docente rientra anche «la modernizzazione del settore pubblico nei paesi Europei» – potrà applicarsi nel tentare di rendere se non più moderno, quantomeno più equilibrato il sistema italiano.
Alberto Zito. Il professore ha una profonda conoscenza della macchina pubblica visto che è anche docente della Scuola superiore della pubblica amministrazione (Sspa). L’istituzione che dovrebbe formare i top manager dello Stato. Ma è anche ordinario di Diritto Amministrativo all’Università di Teramo, oltre ad aver insegnato a Sassari e un passato da ricercatore a Tor Vergata. Da avvocato cassazionista potrà far valere l’esperienza in materia di “tutela del consumatore e disciplina antitrust”, se anche gli elettori contribuenti possono avere diritto ad essere tutelati.