Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
La domanda di Btp è sempre buona, ma i tassi di interesse che lo Stato deve concedere sono sempre più alti: ieri si sono offerti 5-8 miliardi di buoni, la richiesta è stata di sette miliardi e mezzo (dunque ha tenuto, anche se è stata meno forte del solito), ma il rendimento dei titoli triennali è risultato del 7,89% e di quelli decennali del 7,56. Come mai cominciamo il resoconto di quanto è successo ieri proprio da qui? In fondo la Borsa ha tenuto (leggero segno positivo) e lo spread ha continuato a oscillare intorno ai 500 punti. E tuttavia sullo spread che sembra tenere non bisogna farsi troppe illusioni: la Bce comntinua a comprare, al ritmo di 20 miliardi la settimana e tiene quindi sotto controllo le quotazioni. Se la Bce smettesse… Quindi, nonostante Monti abbia rassicurato tutti e il duo Merkel-Sarkozy sia convinto della nostra buona volontà, il segnale che conta non arriva: se i tassi s’avvicinano sempre più all’8 per cento, siamo condannati a restare fuori mercato.
• Che cosa si sa sulle intenzioni del premier?
Siccome il Pil italiano sarà più basso di mezzo punto,
bisognerà recuperare sul lato dei costi. Si prepara a quanto si capisce una
manovra da 20 miliardi da varare entro la fine dell’anno e di cui avremo una
qualche contezza lunedì prossimo. Le date sono molto importanti. Secondo
qualche analista l’euro rischia di saltare all’indomani del vertice in
calendario per il 9 dicembre, quando Germania, Francia e Italia annunceranno
ufficialmente le loro intenzioni. Se i mercati non saranno persuasi, il lunedì,
alla riapertura, venderanno tutto quello che c’è da vendere e noi torneremo
alla lira. Le cose da fare non saranno tuttavia stabilite definitivamente fino
a che non si conosceranno i contenuti reali della manovra italiana e fino a che
non si avrà la sicurezza che il nostro Parlamento, i nostri partiti si saranno
rassegnati a non fare resistenza.
• Che provvedimenti saranno presi?
Si sa – più o meno - quello che si farà sulle pensioni.
Prim si potrebbero recuperare 5-6 miliardi bloccando nel 2012 il recupero
dell’inflazione; la soglia minima dei contributi necessari per andare in
pensione indipendentemente dall’età anagrafica potrebbe aumentare da 40 a 43
anni.
• E su questo il sindacato non dice niente?
Carla Cantone, pensionati Cgil, si oppone all’idea che non
si adeguino le pensioni all’inflazione: «Se fosse confermato un intervento di
questo tipo verrebbe meno quel segno di equità auspicato dal presidente del
Consiglio Mario Monti nel suo discorso programmatico. Non vi è, infatti, nulla
di più iniquo che andare a fare cassa con milioni di persone che hanno una
pensione che arriva a malapena ai 700 euro mensili».
• E la casta?
I deputati sembrano decisi a far qualcosa sui loro vitalizi:
dopo che il Senato li ha aboliti, a partire però dalla prossima legislatura,
Montecitorio ha votato ieri un ordine del giorno per passare dal metodo
retributivo a quello contributiv per ricevere l’assegno serviranno almeno 60
anni d’età se si è accumulata più di una legislatura, chi ha una sola
legislatura dovrà invece aspettare i 65 anni. Il governo non può nulla sui
parlamentari: decidono in autonomia le due assemblee. Così come non può nulla,
per esempio, sulla Regione Sicilia, i cui dipendenti possono andare in pensione
a 45 anni se riescono ad esibire un parente malato da accudire (impresa che mi
pare facilissima). La Regione Sicilia sembra voler rimediare a questa stortura,
ma il semplice annuncio di questa intenzione ha provocato la fuga dei 40-45enni.
È un fenomeno in corso anche a livello nazionale: nei primi undici mesi
dell’anno le pensioni di anzianità liquidate rispetto allo stesso periodo del
2010 sono aumentate del 7,3% (da 54.610 a 58.624). Nella maggior parte dei casi
si tratta di lavoratori con meno di 40 anni di contributi, gente cioè che ha
lasciato il servizio in anticipo. Il terrore principale è che si alzi l’età del
pensionamento, come abbiamo scritto anche noi, a 63-70 anni e che, adottandosi
dal 2012 il contributivo, non sia più conveniente, ai fini pensionistici,
restare a lavorare.È quello che
succede quando si moltiplicano gli annunci e tardano le decisioni. D’altra
parte siamo passati per un cambio di governo…
• A proposito, ieri hanno giurato sottosegretari e
viceministri.
Ha giurato anche il nuovo ministro della Funzione pubblica,
Patroni Griffi. Il presidente del Consiglio ha pronunciato per l’occasione un
altro discorso, nella cui parte più significativa ha assicurato che il suo
governo «si pone al servizio del Parlamento», «aiutereno l’Italia ad uscire da
questa situazione difficile e aiuteremo le forze politiche a ritrovare un clima
di riconciliazione con l’opinione pubblica». Monti ha messo in evidenza che
molti ministri, viceministri e sottosegretari hanno accettato di far parte del
governo con vero spirito di servizio, dato che hanno rinunciato, per questo, ai
compensi assai più alti che percepivano nelle cariche precedenti.
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 30 novembre 2011]
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