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 2011  novembre 30 Mercoledì calendario

MILANO

Il 16 novembre scorso, nelle ore in cui Mario Monti giurava come nuovo presidente del Consiglio, migliaia di persone che stavano seguendo la diretta dell’evento su Twitter si sono imbattute in un annuncio inquietante: «Le autorità tedesche hanno dichiarato la legge marziale a Praga. Chiunque scenda in strada a protestare sarà fucilato». Qualche giorno dopo, sulla stessa pagina si riferiva della conquista di una grande città cinese da parte dell’esercito del Giappone, dopo una violenta battaglia. Per quanto sembrino assurde, queste notizie non sono inventate. Semplicemente non sono di oggi, ma di 72 anni fa esatti. Se queste cronache vengono riproposte nel presente non è per spaventare o ingannare chi cerca informazioni in rete, ma per un esperimento del tutto benevolo: comunicare la Storia in modo diverso, attraverso un social network, come fosse il presente.
TUTTO DA SOLO - Dal 31 agosto scorso, vigilia dell’invasione nazista della Polonia nel 1939, la pagina Real Time World War II su Twitter riproduce in modo scrupoloso la cronologia della Seconda guerra mondiale, giorno per giorno, ora per ora. Sempre in meno di 140 caratteri, come prescrive la prima regola della piattaforma di micro-blogging. Dietro questa iniziativa non si nasconde una squadra di accademici, ma una sola persona: un ragazzo britannico di 24 anni, ex studente di storia a Oxford. Al lavoro per un magazine locale della cittadina inglese, Alwyn Collinson ha creato e aggiorna la sua pagina nei momenti di tempo libero. Grazie al passaparola sono quasi 150mila le persone che oggi seguono il suo lavoro. Le notizie in inglese vengono tradotte anche in arabo, cinese e turco.

SEI ANNI - Questo non è il primo progetto per portare la storia su Twitter (basti pensare al portale TwHistory.org), ma è tra i più apprezzati e ambiziosi. Intervistato dal New York Times, Collinson ha espresso dubbi sulla possibilità di continuare da solo la sua opera, con aggiornamenti diurni e notturni, fino all’armistizio del 1945, per altri sei anni. A incoraggiarlo ci sono però gli apprezzamenti di alcuni storici di mestiere (che pure qua e là hanno notato errori e imprecisioni). «Questi tipi di messaggi restituiscono al passato l’autentico carattere di disorientamento del presente», ha commentato un professore di Yale. Come a dire: un conto è la storia, con il suo finale già scritto. E un altro conto è osservare un fatto in diretta: ci si sente spiazzati, in balia degli eventi. Persino 72 anni dopo, su Twitter.