Isabella Bufacchi, Il Sole 24 Ore 30/11/2011, 30 novembre 2011
LIVELLI ANOMALI E INSOSTENIBILI NEL LUNGO PERIODO
Se questo è un mercato...In condizioni di mercato normali, il rendimento dei titoli di Stato a dieci anni tende a essere superiore rispetto a quello dei titoli a tre anni: perché il sottoscrittore che presta il suo denaro a un Paese per dieci anni chiede solitamente di essere remunerato di più rispetto a un prestito a tre anni, in quanto il rischio di credito sale con l’aumento della durata del finanziamento (senza tener conto delle aspettative sull’inflazione). L’asta ieri, con il BTp triennale al 7,89% contro il 7,56% del decennale, ha seguito quello che da tempo accade sul secondario: la curva italiana dei rendimenti si è invertita. L’investitore chiede di essere compensato con un extra-premio per i rischi di breve periodo che percepisce sul merito di credito sovrano: fino all’8% sul secondario a due, tre anni.
Questo non può che essere di enorme imbarazzo per un Paese con l’ottavo Pil al mondo e il terzo Pil in Eurolandia: questa anomala curva non può essere altro che temporanea, dovrà al più presto tornare piatta per poi irripidirsi. Il differenziale tra i tassi a due e 10 anni italiani ieri era negativo di circa 40 punti, contro quello tedesco positivo per 190 punti. Servirà un intervento a tenaglia per riportare la normalità: il Governo Monti recupera la fiducia dei mercati con le riforme strutturali per la crescita e le misure per il pareggio di bilancio nel 2013, l’Eurozona rafforza Trattati e Patti per garantire la sopravvivenza dell’euro, la Bce e/o l’Efsf e/o l’Fmi acquistano i titoli italiani.
Ma non è o una questione di inversione della curva quanto, soprattutto, un problema di rendimenti stratosferici e insostenibili sulla lunga distanza per le casse dello Stato italiano. In condizioni di mercato normali, lo spread tra Italia e Germania, tra un Paese singola "A" e uno con tre rating "AAA", dovrebbe oscillare tra i 100 e i 200 punti. Forse. Dopo i salvataggi di Grecia, Irlanda e Portogallo, non conclusi e con evoluzioni imprevedibili, il mercato è ancora alla ricerca dello spread adeguato tra Italia, Spagna, Francia e Germania. Ma stona scoprire che la Germania può finanziarsi a 3 e 6 mesi senza pagare interessi, perché su quelle scadenze il tasso è negativo: quando invece la scorsa settimana l’Italia ha pagato il 6,51% sul BoT semestrale in asta. Stridono gli spread tra i titoli di Stato italiani e tedeschi da un lato e il tasso swap (o Euribor) dall’altro lato. I titoli tedeschi a due anni sono crollati a -120 punti in termini di asset swap mentre sulla stessa durata i BTp pagano 560 punti (5,60%) sopra lo swap. Sui cinque anni non va meglio: la Germania viaggia a circa 90 punti sotto lo swap, l’Italia 510 sopra.
Anomale le aste. In condizioni di mercato normali, quando la domanda è forte i rendimenti scendono, quando langue i tassi salgono. Invece in asta la Germania registra spesso un indebolimento della domanda, non copre sempre l’importo in offerta come nell’ultimo collocamento dei Bund. Però i rendimenti tedeschi calano. L’Italia sfoggia una domanda tonica ma da un’asta all’altra i rendimenti lievitano dell’1%, 2%, 3%. Se questo è un mercato...