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 2011  novembre 30 Mercoledì calendario

STIPENDI BASSI: I MEDICI SLOVACCHI SI DIMETTONO IN MASSA


Nei prossimi giorni gli slovacchi dovranno badare a non ammalarsi, perché in un caso su tre potrebbero ritrovarsi senza nessuno a curarli. A questo livello è arrivata infatti la protesta dei medici del piccolo Paese slavo che già da mesi chiedono aumenti di stipendio. Ora il governo del premier Iveta Radicova ha proclamato lo stato d’emergenza nazionale per almeno 15 ospedali, i più segnati dall’emorragia di personale. Paiono ormai ineluttabili le dimissioni in massa di 2000 dei 6500 dottori presenti nel Paese (5 milioni di abitanti), che vogliono ottenere il raddoppio dello stipendio. Oggi in Slovacchia un camice bianco a inizio attività percepisce circa 600 euro al mese, che diventano 1200 a fine carriera.
Il sindacato di categoria Loz chiede da mesi aumenti fino a 2000 e in certi casi 4000 euro mensili, per i luminari. Si vogliono anche più fondi alla Sanità slovacca, che secondo il sindacato versa in cattive condizioni. Il ministro della Salute Ivan Uhliarik, per ora, si è impegnato a garantire per il 2012 un aumento di stipendio di 300 euro lordi al mese, garantito da un «addendum» al contratto nazionale. Uhliarik ha dichiarato che «nonostante siano pressati dal sindacato, molti medici hanno ritirato le dimissioni firmando l’addendum». Ma la maggior parte dei camici ribelli si è detta insoddisfatta. Secondo il sindacato Loz: «Il governo è tenuto ad adottare tutte le misure per far sì che l’emergenza finisca. Sottolineiamo, tutte le misure».
La maggior parte delle dimissioni diverranno effettive a partire dal 1° dicembre, una volta trascorso il necessario periodo di preavviso, ma lo stato d’emergenza, in teoria, sospenderebbe il Codice del Lavoro, per cui i direttori degli ospedali a rischio potranno precettare i medici dimissionari, purché figurino ancora a libro paga entro il 30 novembre. Potrebbero restarne esclusi i primissimi che firmarono il modulo di dimissioni già in settembre-ottobre, e per i quali è già passato il periodo di preavviso.
Intanto, molti ospedali, anche nella capitale Bratislava, hanno già dovuto chiudere alcuni reparti e sospendere operazioni chirurgiche programmate. Il Ministero ha inoltre allertato 280 ambulanze e 7 elicotteri perché siano pronti a trasferire i pazienti più gravi dalle cliniche più colpite dalla protesta a quelle con meno defezioni. Non essendo la Slovacchia un Paese ricco, l’aumento degli stipendi nella misura voluta da quel 30% di medici ribelli porterebbe a un impegno finanziario che si ripercuoterebbe su altre voci di bilancio, con accorpamento di molti ospedali e perfino esubero di infermieri. D’altra parte, se si considera che lo stipendio medio nel Paese si aggira nominalmente sui 700 euro, ma per la maggioranza degli slovacchi è più vicino ai 500 euro, la protesta sta diventando sempre più impopolare fra i cittadini.

Mirko Molteni