Stefania Vitulli, il Giornale 30/11/2011, 30 novembre 2011
Intellettuali nei bordelli. Victor Hugo segnava in codice i favori ottenuti: una «n» significava che la ragazza si era spogliata del tutto; a Gustave Flaubert piacevano gli odori e se lei non aveva avuto tempo di lavarsi, il profumo gli arriva «al cuore»; negli anni Cinquanta Graham Greene, all’Avana, si vide offrire, oltre alle droghe, combinazioni a tre di ogni genere, e ne sperimentò «la maggior parte»; Picasso perse la verginità a 15 anni in un bordello, Prévert a 13 «con una donna infetta», Simenon vendette l’orologio del padre per una prostituta nera che gli aveva tolto il sonno (aneddoti raccontati nel libro di Giuseppe Scaraffia, Le signore della notte
Intellettuali nei bordelli. Victor Hugo segnava in codice i favori ottenuti: una «n» significava che la ragazza si era spogliata del tutto; a Gustave Flaubert piacevano gli odori e se lei non aveva avuto tempo di lavarsi, il profumo gli arriva «al cuore»; negli anni Cinquanta Graham Greene, all’Avana, si vide offrire, oltre alle droghe, combinazioni a tre di ogni genere, e ne sperimentò «la maggior parte»; Picasso perse la verginità a 15 anni in un bordello, Prévert a 13 «con una donna infetta», Simenon vendette l’orologio del padre per una prostituta nera che gli aveva tolto il sonno (aneddoti raccontati nel libro di Giuseppe Scaraffia, Le signore della notte. Storie di prostitute, artisti e scrittori appena pubblicato per Mondadori).