M. Mo., G. Par., Il Sole 24 Ore 30/11/2011, 30 novembre 2011
DIETROFRONT SULL’ESTRATTO CONTO
Tracciabilità che arriva, tracciabilità che va. Potrebbe non riuscire neanche ad entrare in vigore (il 1° gennaio 2012) la norma introdotta dalla nuova legge di stabilità e che consente ai contribuenti in contabilità semplificata e ai lavoratori autonomi che effettuano operazioni con incassi e pagamenti interamente tracciabili, di sostituire gli estratti conto bancari alla tenuta delle scritture contabili.
Una rivoluzione per molti messa nel pacchetto semplificazioni della nuova Finanziaria, ma che in realtà vede assolutamente contrari sulla sua reale efficacia sia le Finanze che l’agenzia delle Entrate. A tal punto da chiderne all’Economia la sua abrogazione.
Sono almeno tre le ragioni che potrebbero spingere l’Esecutivo - anche con la prossima manovra correttiva se volesse concretamente evitarne l’entrata in vigore - a cancellare la norma appena varata.
Il limite strutturale della tentata semplificazione sta nel fatto di non aver modificato anche le regole sulla determinazione del reddito finendo per creare un corto circuito tra cassa e competenza. Infatti gli estratti conto bancari seguono "la cassa" mentre le attuali regole per l’applicazione dell’Irap e delle imposte dirette seguono il principio della competenza. E in questi casi la sola circolare interpretativa non potrebbe essere sufficiente a giustificare l’applicazione al contrario del principio di cassa.
La norma contestata dai vertici del Fisco rischia, poi, di vanificare la reale efficacia e l’effettività dei controlli fiscali. I contribuenti interessati dalla norma sono tenuti, infatti, all’obbligo della sola contabilità Iva, integrata con scritture ai fini delle imposte dirette.