Varie, 30 novembre 2011
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Proietti Angelo
• Imprenditore edile. Con la sua “Edil Ars” ristrutturò la casa romana di via di Campo Marzio abitata dall’allora ministro Giulio Tremonti (intermediario Marco Milanese). Coinvolto nell’inchiesta che portò all’arresto di Guido Pugliesi, amministratore delegato dell’Enav (vedi PUGLIESI Guido) • «[...] Pugliesi incontra Proietti due volte. Sempre all’Harry’s bar di via Veneto. Nel gennaio 2010 (mercoledì 13 alle 11.30) e in febbraio (lunedì 8 alle 13.15). Motivo? [...] Una risposta plausibile la offre Tommaso Di Lernia, nel suo interrogatorio del 31 maggio 2010: “I rapporti tra Pugliesi e Proietti erano assai stretti. Proietti era diventato fornitore di Enav, con cui aveva eseguito i lavori per l´aeroporto di Forlì. Peraltro, Pugliesi mi segnalò Proietti perché fosse inserito nei lavori per l’aeroporto di Palermo. Cosa che non si è potuta fare perché i contratti erano già chiusi. Si parlò poi di un suo inserimento nei lavori per la costruzione del nuovo centro di controllo del traffico aereo del nordovest a Milano”. Anche Lorenzo Cola conosceva il legame tra Proietti e Pugliesi. E così lo spiega: “Proietti era un ulteriore canale di collegamento tra Enav e il Ministero dell’Economia. Proietti era molto vicino a Marco Milanese. Di Lernia mi raccontò infatti di aver conosciuto Milanese alla Camera, portato da Proietti” [...]» (Carlo Bonini, “la Repubblica” 23/11/2011) • «[...] C’è un altro capitolo, datato anno 2000 [...] che vede coinvolti anche altri protagonisti della vicenda, meglio, delle carte sulla P4. Tutto inizia con la denuncia di una dipendente dell’azienda di Proietti, Edilars: la donna dice che per aggiudicarsi alcuni appalti l’imprenditore ha pagato mazzette. Parte un’inchiesta. Il pm delegato è l’allora sostituto Giancarlo Capaldo [...] tirato in ballo alcune [...] per aver pranzato con il ministro e il suo consigliere a casa dell’avvocato Fischetti (tanto da aver rimesso [...] il fascicolo su Enav-Finmeccanica di cui era titolare). Dopo la denuncia della donna, il magistrato affida le indagini al nucleo di polizia tributaria di Roma. A coordinare gli accertamenti è il capitano Marco Milanese. Che non trova riscontri. Passa qualche mese e, nel 2001, il pm archivia. E stupisce che, più di dieci anni dopo, quell’imprenditore su cui non è risultato nulla [...] sia a capo dell’azienda che, oltre ad aver ristrutturato l’appartamento utilizzato dal ministro, si aggiudica la stragrande maggioranza degli appalti Sogei. Strana commistione. [...]» (Maria Elena Vincenzi, “la Repubblica” 6/8/2011).