Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  novembre 30 Mercoledì calendario

Non fa più sesso con la moglie? Il giudice gli fa pagare 10.000 euro - Non l’ha né tradita né ingannata, ma dovrà concederle il divorzio e soprattutto risarcirla con una somma non da poco perché nel corso degli anni ha disonorato gli obblighi sessuali contratti con il matrimonio

Non fa più sesso con la moglie? Il giudice gli fa pagare 10.000 euro - Non l’ha né tradita né ingannata, ma dovrà concederle il divorzio e soprattutto risarcirla con una somma non da poco perché nel corso degli anni ha disonorato gli obblighi sessuali contratti con il matrimonio. Fa molto discutere in Francia la sentenza della Corte d’Appello di Aix-en-Provence che ha condannato un uomo, sposato da 21 anni, a versare 10.000 euro all’ormai ex moglie. La sentenza risale allo scorso maggio, ma le motivazioni della decisione sono state rese note solo negli scorsi giorni. Le colpe dell’uomo - secondo il giudice che ha confermato la decisione del Tribunale di primo grado, pronunciatosi nel gennaio del 2009, sono chiare. Negli ultimi anni della relazione, per evitare di fare sesso con la consorte, avrebbe lamentato falsi problemi di salute e stanchezza cronica vanificando le legittime aspettative della donna MOTIVAZIONI - Dopo aver tentato di riaccendere la passione in tutti i modi, la consorte, sposata con il marito dal 1986 e con il quale aveva messo al mondo due figli, ha deciso di trascinarlo in tribunale. A incastrare il coniuge è stata una lettera nella quale spiegava alla moglie di essere troppo stanco per «onorare i suoi obblighi matrimoniali». La Corte d’Appello, rifacendosi all’articolo 1382 del codice civile che stabilisce che «ogni persona che produce un danno a un altro soggetto deve riparare tali danni», ha dato ragione alla moglie «lesa da sofferenze prolungate causate da un matrimonio asessuato» e ha stabilito che l’uomo dovrà risarcirla: «Le aspettative della moglie - ha sentenziato il giudice - erano legittime. La quasi totale assenza di rapporti sessuali nel corso di parecchi anni, anche se con occasionali eccezioni, ha contribuito a deteriorare i rapporti tra i due coniugi». CRITICHE - La Corte ha respinto la difesa dell’uomo che oltre ai problemi di salute, lamentava le troppe ore di lavoro che gli procuravano una perenne stanchezza. Emmanuelle Pierroux, avvocato della difesa, ha dichiarato che il suo assistito è pronto a ricorrere in Cassazione e ha contestato duramente l’assioma «Niente sesso, niente matrimonio» ipotizzato dalla Corte d’Appello definendo la sentenza «sbagliata e scioccante» perché una relazione coniugale non implica necessariamente l’esistenza di sesso attivo tra i due coniugi. Poi facendo riferimento a "L’envie", il libro di successo della giornalista transalpina Sophie Fontanel, pubblicato recentemente in Francia che parla della volontaria e prolungata astinenza sessuale dell’autrice, ironizza: «Che epoca straordinaria la nostra. Proprio quando il tabù dell’astinenza sessuale è rotto in libreria, ecco che il tribunale ce lo ripropone». Francesco Tortora