
Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Sembra assurdo, ma l’aver tolto di mezzo le macchine per un giorno – domenica 6 febbraio – ha peggiorato l’inquinamento a Milano. Secondo i dati dell’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) la concentrazione di polveri sottili registrata ieri dalle centraline è stata di tre volte superiore al limite consentito di 50 microgrammi per metro cubo. In particolare: Via Senato 150, Verziere 145, Città Studi 112. In provincia: Limito di Pioltello 147, Arese 116. Se i dati di ieri fossero ancora questi, arriverebbe la multa dell’Unione europea. L’Unione infatti ammette che l’inquinamento salga oltre il limite dei 50 microgrammi per metro cubo per non più di 35 giorni all’anno. E finora Milano ha sfondato 34 volte.
• Come si spiega? Soprattutto come si spiega il fatto che una domenica a piedi sia apparentemente servita a poco o a niente?
La Moratti dà la colpa al tempo. Un’altra tesi, sostenuta specialmente dai commercianti, è che se non si va a piedi anche in provincia è tutto inutile. I commercianti pensano che l’Ecopass vada esteso a tutti. È in ogni caso materia controversa. In Regione, per esempio, non credono alle domeniche a piedi: meglio le targhe alterne, dicono. Non dimentichiamo poi che una fonte di inquinamento importante sono gli impianti di riscaldamento. Il sindaco ha voluto queste due domeniche a piedi perché dal 23 parte la settimana della moda, e bloccare il traffico sarebbe stato altamente sconsigliabile.
• Ma è così solo a Milano? E nel resto d’Italia? E nel mondo?
L’unico Stato europeo in cui l’aria risulta più inquinata è la Bulgaria. La città che sta messa peggio è Plovdiv. Nella classifica delle prime trenta, però, 17 città sono italiane. Dopo Plovdiv ci sono nell’ordine: Torino, Brescia e Milano. Nel novembre 2010 la Commissione Europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia accusandola di non aver rispettato i limiti comunitari sulle polveri sottili nell’aria e di non aver messo in campo misure adeguate per rientrare nei limiti nei tempi previsti. Gli amministratori milanesi richiamano l’attenzione sul fatto che, comunque, nel capoluogo lombardo si lotta contro questo fenomeno e se si guarda la curva negli ultimi cinque anni si vede che è in discesa. L’attenzione su Milano è, forse, effettivamente esagerata. Le città capoluogo che hanno esaurito i 35 bonus nel 2010 sono 48, un leggero miglioramento sul 2009 quando sfondarono il limite in 57. Nella parte alta della classifica degli sforamenti Milano non c’è: la prima è Torino (134), seguono Frosinone (108), Asti (98), Lucca (97), Ancona (96), Napoli (35). La zona più critica è comunque la pianura padana: 15 città tra le prime 20, 30 tra le 48 colpevoli.
• E come mai?
L’Italia si difende accusando il clima e l’apporto di inquinanti transfrontalieri (specialmente in Campania e Toscana). Le industrie fanno la loro parte a Priolo o a Taranto. Roma, Genova, Perugia, Palermo e Catania pagano la particolare conformazione del loro territorio. L’Unione europea, per le 51 zone in deroga, ha assolto solo Benevento, Latina, Ascoli (e relativi comuni), Perugia, Ancona (e relativi comuni) più Aosta per i valori giornalieri. Anche queste città, per ora assolte, devono mettersi in regola entro il 30 giugno di quest’anno.
• E come faranno?
Per limitare e contenere le polveri sottili nell’aria, il sindaco di Saronno, Luciano Porro, ha adottato una misura d’emergenza molto apprezzata dal mondo ambientalista. L’ordinanza n. 25 del 4 febbraio 2011 obbliga tutti gli automobilisti a viaggiare a 30 all’ora su tutto il territorio comunale, fatta eccezione per viale Lombardia, via Parma, via Galli, viale Europa, via Lazzaroni. Il provvedimento ha valore dal 6 febbraio al 15 marzo, salvo possibilità di revoca in caso di miglioramento della qualità dell’aria. Invece secondo Nicola Pirrone, direttore dell’istituto di Inquinamento atmosferico del Cnr, «abbassare i limiti di velocità per ridurre l’inquinamento ha senso se li si portano intorno agli 80 km/h, velocità ideale per il funzionamento dei motori. Al di sotto di tale soglia, in particolare per velocità di 30 km l’ora, è necessario bilanciare tra i benefici e gli svantaggi dovuti all’aumento degli ingorghi».
• Okay. Qualcuno però muore davvero di inquinamento?
A Milano muoiono di smog tra le 160 e 200 persone l’anno. (studio di Pier Alberto Bertazzi dell’Università degli Studi di Milano-Fondazione Policlinico). Un altro studio, di Matteo Bronzini, mostra che bambini esposti allo smog pesano in media dieci grammi di meno rispetto a quelli partoriti in un ambiente pulito. Lo smog è anche costoso: ogni impresa paga 3.500 euro l’anno in malattie, ritardi e giorni di lavoro perso. Fa un miliardo di euro l’anno. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 8/2/2011]
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