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 2012  gennaio 25 Mercoledì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Renato Schifani
Il Presidente della Camera è Gianfranco Fini
Il Presidente del Consiglio è Mario Monti
Il Ministro degli Interni è Anna Maria Cancellieri
Il Ministro degli Esteri è Giulio Terzi di Sant’Agata
Il Ministro della Giustizia è Paola Severino
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Vittorio Grilli
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Francesco Profumo
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Elsa Fornero
Il Ministro della Difesa è Giampaolo Di Paola
Il Ministro dello Sviluppo economico è Corrado Passera
Il Ministro delle Politiche agricole è Mario Catania
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Corrado Passera
Il Ministro della Salute è Renato Balduzzi
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Lorenzo Ornaghi
Il Ministro dell’ Ambiente è Corrado Clini
Il Ministro degli Affari europei è Enzo Moavero Milanesi (senza portafoglio)
Il Ministro di Affari regionali, turismo e sport è Piero Gnudi (senza portafoglio)
Il Ministro della Coesione territoriale è Fabrizio Barca (senza portafoglio)
Il Ministro della Cooperazione internazionale e integrazione è Andrea Riccardi (senza portafoglio)
Il Ministro di Pubblica amministrazione e Semplificazione è Filippo Patroni Griffi (senza portafoglio)
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Dino Piero Giarda (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Ignazio Visco
Il Presidente della Fiat è John Elkann
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Popolari per il Sud è Clemente Mastella

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Barack Obama
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Mario Draghi
Il Presidente della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è David Cameron
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Nicolas Sarkozy
Il Primo Ministro della Repubblica francese è François Fillon
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è Mariano Rajoy Brey
Il Comandante Supremo delle Forze Armate dell’ Egitto è Mohammed Hoseyn Tantawi
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Abdullah Gül
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

Un camionista che partecipava a un blocco sulla statale 10 presso Asti è stato investito e ucciso da una sua collega tedesca al volante in quel momento del suo Tir. La vittima si chiamava Massimo Crepaldi, era di Asti e aveva 46 anni. Lavorava per la “Astigiani Trasporti”. La camionista tedesca è Karin Jiutta Weckerle, 53 anni. È stata arrestata, la descrivono come molto calma, giaccone di pelle nera. Da Alessandria hanno mandato di corsa un avvocato e un interprete. Per molte ore s’è sospettato che nell’episodio potesse esserci del dolo (un collega di Crepaldi, dopo l’interrogatorio in Questura, ha detto ai giornalisti: «Se vogliamo chiamarlo incidente…»). In serata, tuttavia, la ricostruzione più probabile sembrava questa: la donna, dopo essere stata fermata dai manifestanti, sarebbe ripartita, mentre Crepaldi le indicava a gesti un luogo dove parcheggiare. Il camionista astigiano avrebbe accompagnato il suo invito con «piccoli colpi sulla carrozzeria del mezzo pesante». La Weckerle si sarebbe spaventata e avrebbe accelerato agganciando lateralmente Crepaldi e trascinandolo sotto il Tir. Morte sul colpo. Altri hanno raccontato che Crepaldi era salito su un predellino, per impedire alla Weckerle, contraria al blocco, di proseguire.

• Che cosa deduciamo da questo episodio?

Intanto che il blocco è davvero un blocc i camionisti di Trasporto Unito (poche migliaia) non intendono permettere agli altri (centomila) di circolare. Si tratta di un sopruso. Ad Asti s’è verificato l’incidente più grave, ma ce ne sono stati altri, un po’ dappertutto. Il governo è stato sollecitato ad intervenire dalla Commissione europea. Il vicepresidente della commissione, Antonio Tajani, ha, tra l’altro, espresso «la sua preoccupazione per la possibile interferenza dei blocchi con la libera circolazione delle merci nell’Unione europea, dato che molti camion degli altri stati membri usano le strade italiane».

• Che cosa può fare il governo?

A Roma, il prefetto ha emanato un’ordinanza che vieta da fino a venerdì gli assembramenti di Tir presso i caselli autostradali, e proibisce all’interno del grande raccordo anulare e lungo tutte le strade di accesso alla capitale la circolazione degli automezzi adibiti al trasporto di merci che non siano destinate al rifornimento della città. Per i trasgressori è prevista una sanzione di 200 euro, il ritiro della patente, il ritiro della carta di circolazione, il fermo del mezzo. Al Senato il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, ha detto che sono stati messi in campo, per fronteggiate i camionisti, 1.160 agenti e che i prefetti sono stati autorizzati, in caso di necessità, «a far ricorso all’adozione di apposite, mirate ordinanze». Il ministro è preoccupato soprattutto della situazione siciliana: «Sono in corso indagini per accertare la presenza di elementi della criminalità organizzata tra i manifestanti degli autotrasportatori in Sicilia. Puntiamo ad accertare l’origine degli atti intimidatori nei confronti di alcuni operatori commerciali». Il presidente della Confindustria siciliana, Ivan Lo Bello, ha confermato, ieri a “Radio anch’io”, che la settimana scorsa «nel corso della protesta i mafiosi si occupavano del servizio d’ordine costringendo i commercianti a chiudere i negozi». Può essere che nella ribellione siciliana vi sia un elemento – per dir così – linguistic il governo è nuovo, i vecchi interlocutori sono tutti spariti, Palazzo Chigi – dicono i mafiosi che hanno sollevato l’isola - togliti dalla testa di poter agire senza tenere conto di quello che vogliamo. Per lanciare un messaggio del genere, secondo quello che raccontano i pentiti, furono messe le bombe a Roma e a Firenze al momento del passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica (presa del potere da parte del nuovo Berlusconi). Sempre se bisogna credergli. In ogni caso, il governatore Lombardo incontra oggi Mario Monti, il quale, senza anticipare le sue intenzioni, ieri ha detto che in questa protesta dei camionisti bisogna giudicare caso per caso.

• Com’è possibile che un’organizzazione ampiamente minoritaria, come Trasporto Unito, possa mettere in ginocchio il paese?

Per mettere in ginocchio il paese bastano un centinaio di camion. Per bloccare l’accesso a una fabbrica ce ne vogliono due, per paralizzare un porto o una strada comunale quattro, per una statale o per un interporto sei, dieci tir lumaca sono sufficienti per mandare in tilt il traffico sull’autostrada, venti rendono inutilizzabile un casello. Il caos si crea con un’azione rapida, di 15-20 minuti. Non occorre star lì ore e ore. L’ingorgo si crea in poco tempo e per sciogliere le code ci vorranno poi ore. Questi bliz sono simili a una guerriglia. La polizia può fare poco.

• Ma il governo darebbe o no alla polizia il potere di intervenire, magari con la forza?

È difficile. In Italia vige da vent’anni una mentalità diversa. Da noi si possono occupare i binari per ore e ore senza che intervenga mai nessuno. Questo governo avrebbe la forza politica per far diversamente? Tutti i sondaggi dicono che l’80 per cento degli italiani è contro i camionisti.

• A che punto siamo con i danni? La benzina, i rifornimenti alimentari, eccetera?

Situazione simile a ieri, se non peggiorata. La Fiat ha sospeso le lavorazioni (cioè la serrata dei camionisti viene scontata dagli operai, che restano in cassa integrazione), c’è un problema di rifornimento di cibi freschi, qualche benzinaio, profittando delle code, ha provato ad aumentare i prezzi dei carburanti. Un impianto di Avellino è stato sequestrato per questo dalla Guardia di Finanza.

[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 25 gennaio 2012] (leggi)

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