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 2012  gennaio 25 Mercoledì calendario

CORSERA E GAZZETTA UNITI CONTRO LA DECISIONE DI VENDERE VIA SOLFERINO

Via Solferino ritrova l’unità nel braccio di ferro con Rcs. La vendita della sede storica del Corriere della Sera, con il trasloco della Gazzetta dello Sport e dei poligrafici di entrambe le testate in via Rizzoli anticipata ieri dal Fatto Quotidiano ha generato un’inedita sinergia tra poligrafici e giornalisti ora pronti a mettere a ferro e fuoco l’azienda oltre che, sembra, a sfiduciare il direttore del quotidiano sportivo. Non solo per i chilometri in più da fare ogni giorno e l’anomala soluzione di dividere la squadra che produce il Corsera, ma anche perchè l’operazione rappresenta solo "un maquillage per i conti nel breve periodo ma sicuramente una follia dal punto di vista organizzativo e industriale, con una pesante ricaduta sui conti a medio e lungo termine". Il prezzo da pagare, insomma, per gli errori commessi con l’acquisizione della spagnola Recoletos, "un flop di dimensioni colossali", ricorda il sindacato, che ha portato a "un indebitamento bancario da 1 miliardo, un crollo del fatturato in pochi anni e un valore contabile che oggi supera di poco la metà dell’investimento iniziale". In compenso la cessione dell’immobile milanese assieme alla vendita della francese Flammarion permetterebbe all’ad Antonello Perricone, lo stesso che nel 2007 aveva messo la firma su Recoletos, di presentarsi ai soci con una situazione contabile decorosa. E, forse, di scongiurare una ricapitalizzazione che rischia di creare non pochi imbarazzi tra i soci, tra i quali spiccano Mediobanca e Giuseppe Rotelli che ha appena puntato 405 milioni sul San Raffaele. Cose non da poco in vista del rinnovo del cda. E infatti più che del futuro, i dirigenti di Rcs sembrano preoccupati del mantenimento degli equilibri di un patto di controllo che sta stretto a molti (come Diego Della Valle o lo stesso Rotelli, primo socio fuori dall’accordo) ma che dovrà presto fare i conti con il passaggio di mano del 5,46% dei Ligresti. Per il sindacato non c’è dubbio: l’obiettivo è solo "fare cassa rapidamente senza curarsi dei danni", "affossando forse definitivamente ogni velleità di ripresa".