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 2012  gennaio 25 Mercoledì calendario

Se li è fatti proprio tutti: Gruber, Fazio e Annunziata – Lilli Gruber, Fabio Fazio, Lucia Annunziata: il Caro Leader se li è passati tutti in pochi giorni, un talk show de sinistra dopo l’altro, ovunque riverito, ovunque osannato, elegantissimo, filiforme, l’espressione sempre lievemente ironica, lui un signore, tutti gli altri plebei per non dire cialtroni, ma un po’ meno liberale, se ci avete fatto caso, a ogni nuova apparizione

Se li è fatti proprio tutti: Gruber, Fazio e Annunziata – Lilli Gruber, Fabio Fazio, Lucia Annunziata: il Caro Leader se li è passati tutti in pochi giorni, un talk show de sinistra dopo l’altro, ovunque riverito, ovunque osannato, elegantissimo, filiforme, l’espressione sempre lievemente ironica, lui un signore, tutti gli altri plebei per non dire cialtroni, ma un po’ meno liberale, se ci avete fatto caso, a ogni nuova apparizione. * * * Giuliano Amato, agitando le braccia nell’aria, come a significare cose magiche, mai viste, dice ai conduttori del talk show del sabato sera di La7 che «l’Australia» (dove il Pil cresce a vista d’occhio, come il Caro Leader, parlandone niente meno che con Lilli Gruber, ha garantito che presto succederà, vedrete, anche in Italia) «è meno lontana di quel che pensate». * * * Allora devono essere meno lontani di quanto pensiamo anche i «canguri giganti» di cui parlava la Prima Buonanima (vale a dire il Dux, mentre la Seconda e Si Spera Ultima Buonanima è Sappiamo Chi) quando alludeva ai voltagabbana. Tra i quali fanno la loro figura anche gli pseudoliberali bocconiani di scuola statalista, come ha scritto sul Tempo Mario Sechi, ormai rassegnato al fatto che l’esecutivo dei professori, qualunque cosa ne avesse pensato all’inizio, è in realtà il solito esecutivo italiano, solo d’un pelo più autoritario. «I poeti non impazziscono, i giocatori di scacchi sì. Impazziscono i matematici, e anche i cassieri. Agli artisti creativi accade assai di rado. Non voglio, come si vedrà, attaccare in alcun senso la logica. Dico solo che questo pericolo è insito nella logica, non nell’immaginazione» (G.K. Chesterton, cit. in David Foster Wallace, Tutto, e di più. Storia compatta dell’?, Codice 2005). * * * Più leghista dell’Umberto in persona, più forcone degli stessi forconi siciliani, in quanto il suo governo difende la piccola e media industria del nord, vale a dire il popolo leghista quant’è lungo e quant’è largo, come pure si preoccupa dei figli e dei nipoti dei contadini e pescatori di Sicilia, povere creature delle quali i loro padri e nonni non si preoccupano abbastanza, bin Loden ci rappresenta tutti. È l’intera aula parlamentare in una persona sola. Se considera un fastidio le interviste, che affronta con distacco, come il principe quando fa un’apparizione alla festa della servitù e osserva tutti (il maggiordomo, la cuoca, la cameriera, lo stalliere) con un mezzo sorriso, attraverso il monocolo, perché si concede senza tregua ai gazzettieri? «È un lavoro, questo, in cui credo che la pazienza in persona si strapperebbe i capelli» (G.C. Lichtenberg, Osservazioni e pensieri, Einaudi 1966). * * * Avrà anche praticato il bunga bunga con le moldave, e di sicuro (come tutti gli altri capitani da operetta, con l’approvazione della compagnia di navigazione e senza che le autorità portuali ci trovassero niente di strano) portava abitualmente la nave in acque pericolose, a fare il cosiddetto «inchino» a non so quali ammiragli da circo equestre in pensione («inchini voluti dalle stesse compagnie di navigazione», rivela adesso Francesco Schettino, che se ne servivano come di spot pubblicitari). Ma qui non si tratta di stabilire se Schettino è un debosciato, un ubriaco oppure un coglione, cose magari interessanti ma di scarsa rilevanza penale. Qui si deve decidere se Schettino, vuoi perché preso dal panico, vuoi per imperizia o altro, ha davvero abbandonato la nave e i passeggeri al loro destino, filandosela in albergo a bordo d’un taxi mentre la nave affondava. Posso dirlo? Comincio a pensare che siano al 70-80% o giù di lì fantasie giornalistiche. Non sono convincenti nemmeno le intercettazioni tra Schettino e il tizio della capitaneria di porto (presto noto come «l’eroe») nelle quali non s’accenna neppure per sbaglio alle cause dell’incidente: la solita manovra idiota a un pelo dagli scogli, fino a quel momento tollerata da tutti. E poi, siamo sicuri che non si possano coordinare le operazioni di salvataggio anche da una scialuppa? E dobbiamo seriamente credere che tutti gli ufficiali della Concordia, nessuno escluso, se la siano filata come Schettino in taxi verso un hotel per paura del buio? Tutti topi in fuga dalla nave? C’era un eroe solo in tutta l’isola, e stava a terra, dove parlava al telefono? * * * «Il risultato necessario dell’iniquità alla quale si informa l’azione fiscale del governo è quello di dividere la società in due grandi classi: la prima composta da coloro che pagano effettivamente le tasse e sopportano tutto il peso del governo, l’altra composta da chi riceve il proprio reddito attraverso trasferimenti statali dei proventi fiscali, ed è a tutti gli effetti mantenuto dal governo. In parole povere, il risultato è quello di dividere la comunità in produttori e consumatori di tasse» (John C. Calhoun, Disquisizione sul governo, Liberilibri 2011).