Massimo M. Veronese, il Giornale 25/1/2012, 25 gennaio 2012
«Schettino» ora è un insulto. In tutte le lingue del mondo – Da nome proprio è diventato aggettivo
«Schettino» ora è un insulto. In tutte le lingue del mondo – Da nome proprio è diventato aggettivo. Come Carneade, come Maramaldo, come Bruto.Unaparoladelvocabolario, unsimbolo del male, un insulto sanguinoso. Il codardocheselasvicoladavantialpericoloeabdica alle proprie responsabilità accampando scusetragicomicheèdaoggitradottoesintetizzato nel semplice vocabolo di «Schettino ».In tutte le lingue del mondo.Un po’ Fracchiaeunpo’Tafazzi, Schettinoèlanuovapietra di paragone, il marchio del disonore, si spende benissimo per mettere alla gogna, rende subito l’idea, ti si pianta bene nel cervello. Sputtana che è la cosa che conta di più. PerilmondoSchettinoèuntormentoneinfame: «Circola voce che abbia abbandonato il mio show, ma non è vero, sono rimasto fino all’ultimo...» lo ha ridicolizzato David Letterman, maestro del surreale, con il suo humour East Coast. «Quanti di voi qui stasera sono inciampati e caduti a teatro?-ha strizzato l’occhio al pubblicoSuccede spesso di inciampare nelle scialuppe di salvataggio durante le crociere: perfino O.J Simpson è basito...». Schettino che non sei altro farà compagnia al tallone d’Achille, all’uovo di Colombo, alla vittoria di Pirro. A Tizio, Caio, Sempronio, Mevio, Filano e Calpurnio. Dall’America alla Russia. Perchè anche lo show radiofonico «Grazhdanin Poet» , chein italianotraduce«Ilpoetacittadino»quasicome «Il poeta e il contadino» di Cochi e Renato, ha paragonato il comandante a «un altro capitano che, come lui, non si capacita del fatto che la sua nave è affondata». Cioè Putin. A differenza di Schettino però, fustiga Mikhail Efremov, una specie di Fiorello di tutte le Russie, lo zar si ostina a non voler sbarcare nonostante le urla dei suoi passeggeri che gli chiedono di mollare: «Meglio uno Schettino qualsiasi di Putin »la stilettata finale che gioca sull’assonanza tra «Schettino» e «Skatina» che in russo vuol dire «bestia». In Francia e Spagna poi Schettino è la parola italiana che va più di moda dopo pizza, pasta e mandolino. «Hollande è come Schettino: sfiora pericolosamente il deficit pubblico con troppo compiacimento...» sputtaneggia il ministro della Difesa francese Gérard Longuet. E «Mourinho vuol saltare giù dal Real Madrid a fine stagione come Schettino» esagera il direttore di «As», Alfredo Relano. Se nella patria di Masaniello, di paga sempre Pantalone e della zona Cesarini «gli italiani non sono Schettino che abbandona la nave» (Prandelli), «non sbatterò sull’articolo 18 come Schettino » (Fornero), «Monti è come Schettino, farà affondare l’Italia» (Bossi), il migliore resta lo striscione dei tassisti: «Monti sei come Schettino: hai sbagliato manovra...». Passaparola. Massimo M. Veronese