Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  gennaio 25 Mercoledì calendario

«Sfigato chi si laurea dopo i 28 anni». Bufera su Martone

• Michel Martone, viceministro al Lavoro, durante un convengo sull’apprendistato, se n’è uscito con questa frase: «Dobbiamo iniziare a far passare messaggi culturali positivi. Dobbiamo dire ai nostri giovani che se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato, se decidi di fare un istituto tecnico professionale sei bravo e che essere secchione è bello. Almeno hai fatto qualcosa». Dopodiché gli sono piombate addosso critiche feroci e lui ha dovuto precisare e, in parte fare marcia indietro: «Tutti quelli che hanno due lavori e vengono da famiglie con situazioni difficili e riescono a laurearsi sono bravi, eroi. Ma io parlavo di altri: 10 anni per una laurea se si vive coi genitori e non si lavora sono troppi. Ho sbagliato le parole ma ho toccato un tasto dolente: in Italia ci sono 2 milioni di ragazzi che non lavorano o studiano mentre bisogna fare presto se si vuole avere un futuro». [Trocino, Cds]

• Michel Martone, laureato a 23 anni, professore a 29, viceministro a 37. Insegna diritto del Lavoro a Teramo e alla Luiss. Fa parte della Fondazione Bettino Craxi ed è iscritto a Italia Futura, di Luca Cordero Montezemolo. È membro junior dell’Aspen Institute e rappresenta l’Italia nel cda di Eurofund. Si definisce grafomane e cita spesso Talleyrand ma anche le Lettere luterane di Pasolini. Non disdegna apparire (si contano sue presenze praticamente in tutte le trasmissioni tv, da Omnibus a Ballarò). Sul suo blog dice di amare Jimi Hendrix e Pink Floyd, anche se non si fa mancare una presenza in Vaticano a un concerto benefico di Giovanni Allevi. Tra i suoi film preferiti c’è La classe operaia va in paradiso, di Elio Petri. E tra i libri, le Lezioni americane di Italo Calvino, che insegnano «a essere leggeri ed esatti». In passato Pietro Ichino lo attaccò per una consulenza da 40 mila euro ricevuta dal ministro Renato Brunetta, lo stesso che aveva nominato il padre, Antonio Martone, alla presidenza della Civit (la commissione anti «fannulloni»). Polemiche ci furono anche per le sue posizioni filo Marchionne e anti articolo 18. Sull’università ha più volte detto che è diventata «un parcheggio». [Trocino, Cds]

• Ricorda la Pasolini su Rep che Antonio Martone, padre di Michel, «già presidente dell’Authority sugli scioperi, frequentatore dello studio Previti, è da poco finito agli onori della cronaca per aver partecipato a un pranzo della P3 in casa del coordinatore Pdl, Denis Verdini».