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 2012  gennaio 25 Mercoledì calendario

Lama e guida spirituale del buddismo tibetano in Occidente? No, grazie. Osel (Chiara Luce in tibetano) Hita Torres, 25 anni, lo spagnolo che a 14 mesi venne riconosciuto come la reincarnazione del mitico Lama Yeshe (e che ispirò il film «Il Piccolo Buddha» di Bertolucci), non ne vuol proprio sapere di seguire la strada che per 16 anni gli avevano tracciato i monaci del monastero indiano di Sera

Lama e guida spirituale del buddismo tibetano in Occidente? No, grazie. Osel (Chiara Luce in tibetano) Hita Torres, 25 anni, lo spagnolo che a 14 mesi venne riconosciuto come la reincarnazione del mitico Lama Yeshe (e che ispirò il film «Il Piccolo Buddha» di Bertolucci), non ne vuol proprio sapere di seguire la strada che per 16 anni gli avevano tracciato i monaci del monastero indiano di Sera. I suoi progetti sono molto laici: formare una famiglia, fare dei figli, diventare maestro di meditazione ad Ibiza. E, addirittura, fare cinema. Osel se n’era andato da Sera a 18 anni, senza aver mai visto prima altra donna che non fosse sua madre, la andalusa María Torres. Era stato proclamato Lama quando era un bambino, a 6 anni. Da allora ha vissuto prima a Madrid e poi a Ibiza, dove è appena tornato dopo un viaggio di 3 mesi in India per visitare due dei suoi maestri, morenti. La sua è una vita quasi da clandestino, con rarissime interviste. Aspetto vacanziero, pizzetto e occhiali scuri, il Lama Osel Tenzin Rimpoche ha rimesso piede nel luogo dove è considerato e adorato come una divinità: ma questa volta era in moto, insieme alla fidanzata francese Maï le Turquais. «Mio figlio adesso è molto felice. Vuole continuare la sua integrazione nella società e crearsi uno spazio di vita propria», racconta il padre, Paco Hita. E che l’ex Luce Chiara rifugga la religiosità lo ammette pure Anne Wenaas, direttrice del centro di Granada che porta il suo nome, Osel Ling: «Non è che abbia abbandonato il buddismo, ma è chiarissimo che non vuole essere né Lama né monaco. Vuole essere padre, mettere su famiglia». Un terremoto, per i seguaci occidentali di Buddha (Risvegliato in sanscrito), che hanno proprio nella reincarnazione uno dei punti-forza della loro fede. Anche perché Osel continua a vivere a spese della Foundation for the Preservation of the Mahayana Tradition (FPMT), l’organizzazione internazionale fondata dal Lama Yeshe che conta 130 centri in 30 Paesi. Diceva nel luglio scorso Osel alla rivista della FPTM: «Per me, essere Lama è un’etichetta con cui mi è difficile identificarmi; per me è più importante stare tra la gente che essereadorato». Tra i progetti del mancato Lama ci sono anche quelli di dare lezioni di yoga e meditazione, creare un villaggio ecologico e fare cinema, che ha studiato per tre anni a Madrid presso l’Instituto de Estudios de Cine: due anni da regista, uno da direttore di fotografia. Si è già messo alla prova girando dei documentari. Poi c’è la chitarra, sua grande passione. Quando era a Madrid, dove si prese delle manganellate dalla polizia dell’ex premier popolare Aznar in una manifestazione contro la guerra in Iraq, suonava la chitarra nel parco del Retiro, come un hippy qualsiasi. A Ibiza invece diffonde le sue note nella discoteca Privilege, la più grande d’Europa e la terza nel mondo. Musica tibetana? Macché! Il suo idolo è Jimi Hendrix, l’afro-americano re della chitarra elettrica. Tanto che cita spesso una sua frase: «Quando il potere dell’amore supererà l’amore per il potere, il mondo conoscerà la pace».