Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  gennaio 25 Mercoledì calendario

GUARDI LA PUBBLICITÀ ONLINE? MILLE EURO AL MESE

Pagati per guardare la pubblicità su internet. Massimo 15 minuti al giorno davanti al monitor, per un minimo di 60 euro al mese, fino a un massimo (teorico) di quasi mille euro, nell’ipotesi di creare un network di amici che a loro volta visualizzano réclame digitale. È la trovata di un 20enne di Trento, Fabio Nardelli, che in questi giorni ha lanciato Spotamico.it, una piattaforma per l’advertising online che vorrebbe fare concorrenza ai big del settore, partendo da Google. Se l’impresa è titanica, l’idea che sta alla base di Spotamico riprende quella di siti americani come Varolo.com, un modello di business che qualche anno fa fu tentato, in realtà senza troppa fortuna, dai gestori telefonici che promettevano chiamate gratis in cambio dell’ascolto di brevi messaggi pubblicitari.
Il sito funziona così: sul lato utente ci si iscrive, indicando i propri interessi (e il proprio Iban). La piattaforma incrocerà poi l’offerta di video-spot delle aziende con gli ambiti di interessi indicati. Massimo 10-15 spot al giorno da 30 secondi, circa 14 cent a spot per un guadagno di due euro ogni ventiquattrore. Tutto senza la possibilità di barare, visto che alla fine del video verranno fatte delle domande "tattiche" alle quali bisognerà rispondere per dimostrare di aver visto il messaggio pubblicitario. Sul fronte degli inserzionisti, invece, ogni video costerà 20 centesimi (di cui 14 cent, come si diceva, saranno versati agli utenti e i rimanenti 6 trattenuti dal sito).
La startup del giovane Nardelli conta di raggiungere nel primo anno il mezzo milione di euro di raccolta. «Ma il vero business – spiega – è creare una rete di amici che guardano queste pubblicità, con la possibilità di guadagnare il 6% sui ricavi della prima cerchia di amici, il 3% su quelli della seconda e l’1% sulla terza». E creandosi un villaggio di oltre mille persone, sostiene, «il guadagno mensile sfiorerebbe mille euro».