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 2012  gennaio 25 Mercoledì calendario

MILANO —

Possibile che nel portafoglio crediti di una controllata di Banca Mps ci siano in pegno quaranta società delle energie rinnovabili, in parte scatole vuote o di proprietà ignota? Certo i problemi a Siena sono altri, riguardano la finanza e le sue deviazioni. Ma resta sempre uno dei mestieri fondamentali della banca saper erogare prestiti.
Per esempio, nella categoria delle piccole e medie imprese, un ottimo cliente è l’Hotel Garden, un quattro stelle vicino al centro di Siena, realizzato sulla ristrutturazione di una villa del diciottesimo secolo. L’Hotel Italia, invece, è un tre stelle che appartiene al medesimo proprietario, così come il complesso agrituristico di Villa Agostoli, 10 villette e appartamenti a 5 chilometri dal centro. L’imprenditrice che controlla il piccolo gruppo turistico-immobiliare si chiama Luisa Stasi e la conoscono bene anche in Banca Mps. Non solo perché è la moglie dell’ex presidente della Fondazione Mps, della banca e dell’Abi, Giuseppe Mussari. Ma anche perché chi segue la sua «pratica» sa che ha un’esposizione di circa 13 milioni. Nulla di preoccupante perché sono posizioni create da tempo, sono mutui fondiari con garanzie reali sugli immobili. Però non sfugge all’interno della banca l’anomalia di una concentrazione del rischio: il 100% dell’esposizione della signora e dei suoi Hotel è con il Monte dei Paschi. E anche quando non c’è un’attività imprenditoriale (alberghi, agriturismo) alla base del prestito, è sempre e solo la banca senese o una sua controllata a prestare soldi alla Stasi. Nessuna diversificazione: i dipendenti Mps sanno che l’imprenditrice è Mps-dipendente. Dunque è interesse anche della banca che gli hotel di Luisa Stasi siano sempre pieni.
E le energie rinnovabili? L’acceleratore è stato schiacciato a fondo corsa. I finanziamenti sono piovuti quasi come gli incentivi pubblici che sono stati il vero motore del business. Per anni la banca toscana ha dirottato risorse sulla green economy dove accanto a imprenditori seri che realizzano impianti ci sono anche molti opportunisti che creano solo scatole vuote acchiappa-soldi.
Se il gruppo di Siena ha selezionato bene i suoi clienti non ci saranno problemi per la “Mps Leasing & Factoring-Banca per i servizi finanziari” nella quale, secondo fonti interne, sarebbero concentrate una quarantina di posizioni di aziende di energia elettrica. Quasi tutte con la caratteristica di avere il 100% del capitale in garanzia a Mps. Tra i tanti, ha ottenuto prestiti una società che ha come principale azionista la Sopaf della famiglia Magnoni. Ma anche due aziende del teramano riconducibili a Giampiero Samorì, l’avvocato modenese che avrebbe voluto partecipare alle primarie del Pdl.
La Vegagest sgr che ha bilanci tutt’altro che floridi ed è controllata da due casse di risparmio, Ferrara e San Miniato, ha dato in garanzia tre aziende del settore. Ma, raccontano negli uffici Mps, anche il gruppo Avelar-Renova, controllato dall’oligarca russo Viktor Vekselberg, ha trovato sponda a Siena. Un gruppo cinese ha dato in pegno il 100% di una sua controllata in provincia di Modena, mentre a Treviso i soldi di Siena sono andati a una società che fa capo a una misteriosa holding panamense.
Mario Gerevini