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 2012  gennaio 25 Mercoledì calendario

ROMA —

Il tassista fece la spia.
«Aho’... Laggiù c’è uno di noi che ha caricato un cliente...».
L’uomo dai capelli bianchi e lunghi — Pietro Marinelli, leader dell’Ugl-Taxi, una certa somiglianza con Aldo Fabrizi, il tatuaggio della X Mas sull’avambraccio sinistro — girò lentamente il doppio mento.
Osservò la folla dei manifestanti.
Ghignò.
Tossì.
Sputò.
Poi disse: «Sfonnatelo...». (Traduzione dal romanesco: sfondatelo, picchiatelo forte).
Palazzo Chigi, una settimana fa.
Lì fu possibile osservare da vicino uno dei grandi capi della rivolta dei tassisti. Ma ogni categoria, camionisti, agricoltori, farmacisti, in questi giorni di protesta ha i suoi capi e i suoi capetti. Sindacalisti di professione, personaggi oscuri, imprenditori, nobili, generali in pensione, professionisti serissimi, politici falliti, faccendieri. Prima sulle barricate e davanti alle telecamere: poi, spesso, a litigare. Tra loro.
Il movimento dei Forconi, forza d’urto siciliana, sembrava dover venire su compatto e pittoresco (ad un certo punto sulla scena compare persino il duca Onofrio Carruba Toscano, 48 anni, campione di salto ad ostacoli e maestro falconiere, che cavalca in testa ai manifestanti equestri).
Il presidente di Sicindustria, Ivan Lo Bello, avverte il rischio concreto di infiltrazioni mafiose, però la gente scende lo stesso in piazza, blocca strade e contrade. Gli agricoltori insieme agli imprenditori. Giuseppe Scarlata, 59 anni, da Caltanissetta — «molti di noi non hanno nemmeno la terza media» — diventa leader insieme a Mariano Ferro, allevatore di cavalli ad Avola ed ex Forza Italia, ex sostenitore del Mpa di Raffaele Lombardo, amico dell’ex ministro dell’Agricoltura Saverio Romano, indagato per rapporti con Cosa Nostra.
Al comando dei cortei, con loro, c’è anche Martino Morsello, 57 anni, imprenditore, ex assessore Psi ed ex candidato alla Regione per Lombardo, che entra in sciopero della fame, urlando: «Sono un guerriero che non ha paura di niente!».
Terzetto suggestivo, che si sfascia nel volgere di dieci giorni. Ferro e Scarlata accusano infatti Morsello di intendersela con i neofascisti di Forza Nuova. Ma, a loro volta, devono incassare le pesanti accuse di zio Pippo.
Chi è zio Pippo?
Sessantadue anni, ex trasportatore, gran capo dei camionisti siciliani dell’Aias, concessionario dell’area di sosta dell’interporto di Catania, consulente di Totò Cuffaro prima che Cuffaro finisse a Rebibbia, Giuseppe Richichi è, come scrive il quotidiano Europa, «un tecnico della protesta»: protagonista sia della rivolta contro il governo Amato, sia del blocco dei Tir del 2007 contro il governo Prodi, quando fu arrestato con l’accusa di aver tagliato i pneumatici dei camion che non aderivano allo sciopero.
L’altro giorno questo rischio, pneumatici squarciati, ritorsioni sui Tir in marcia, lo paventa anche Angelo Forte, 44 anni, incontrato sulla A1, al casello di San Vittore, «padroncino» e capetto locale, come capetto ormai si diventa nel volgere di un pomeriggio. Aldo Cazzullo, a Borgograppa (Latina) scopre che gli insorti della via Pontina sono invece agli ordini di Sergio Pacini, 48 anni, detto «Albatros». Ma ad un certo punto si aggiunge persino Antonio Pappalardo - 65 anni, ex generale, ex deputato, ex sindacalista - l’aria del capopopolo con i gradi conquistati sul campo e la faccia tosta di annunciare «la solidarietà dell’Arma».
Funziona così.
Spesso è così.
Poi, certo, tra i camionisti compaiono anche sindacalisti di mestiere, di sigla: ecco la trentanovenne Cinzia Franchini (Cna-Fita) perfetta nel ruolo della colomba, che suggerisce «prudenza e ragionevolezza»; ed ecco pure il segretario generale di Trasportounito, Maurizio Longo, duro e puro, fin quando gli dicono che ad Asti c’è un camionista morto sull’asfalto, e allora cambia faccia e toni.
La capacità di mutare espressione del volto è una delle capacità riconosciute a Loreno Bittarelli detto «Bitta», presidente e leader del radiotaxi romano 3570.
Personaggio assoluto (e non solo perché, in pieno sciopero, ha ricevuto Luca Telese de Il Fatto nel suo villone di via Casal Lombroso, acquistato dall’ex agente 007 Roger Moore, «Cinque miliardi di lire e dieci anni di mutuo, un affare!»).
Di lui, restano almeno tre espressioni.
Il sorrisone tronfio accanto all’amico sindaco Gianni Alemanno.
I lacrimoni e i singhiozzi di commozione quando arriva a Palazzo Chigi tra gli evviva dei suoi tassisti.
Il faccione terrorizzato di quando deve uscire da Palazzo Chigi per andare a comunicare ai suoi che la trattativa con il governo non è finita esattamente come sperava.
Il fatto è che sono giorni complicati per tutti. Con dentro tanta roba: pressioni, speranze, rabbia, delusione.
I farmacisti hanno la fortuna di essere rappresentati dalla dottoressa Anna Rosa Racca (milanese, 59 anni, presidente di Federfarma).
Il suo garbo resistente come la sua tenacia.
Fabrizio Roncone