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 2011  dicembre 10 Sabato calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Renato Schifani
Il Presidente della Camera è Gianfranco Fini
Il Presidente del Consiglio è Mario Monti
Il Ministro degli Interni è Anna Maria Cancellieri
Il Ministro degli Esteri è Giulio Terzi di Sant’Agata
Il Ministro della Giustizia è Paola Severino
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Vittorio Grilli
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Francesco Profumo
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Elsa Fornero
Il Ministro della Difesa è Giampaolo Di Paola
Il Ministro dello Sviluppo economico è Corrado Passera
Il Ministro delle Politiche agricole è Mario Catania
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Corrado Passera
Il Ministro della Salute è Renato Balduzzi
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Lorenzo Ornaghi
Il Ministro dell’ Ambiente è Corrado Clini
Il Ministro degli Affari europei è Enzo Moavero Milanesi (senza portafoglio)
Il Ministro di Affari regionali, turismo e sport è Piero Gnudi (senza portafoglio)
Il Ministro della Coesione territoriale è Fabrizio Barca (senza portafoglio)
Il Ministro della Cooperazione internazionale e integrazione è Andrea Riccardi (senza portafoglio)
Il Ministro di Pubblica amministrazione e Semplificazione è Filippo Patroni Griffi (senza portafoglio)
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Dino Piero Giarda (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Ignazio Visco
Il Presidente della Fiat è John Elkann
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Popolari per il Sud è Clemente Mastella

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Barack Obama
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Mario Draghi
Il Presidente della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è David Cameron
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Nicolas Sarkozy
Il Primo Ministro della Repubblica francese è François Fillon
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è José Luis Rodríguez Zapatero
Il Comandante Supremo delle Forze Armate dell’ Egitto è Mohammed Hoseyn Tantawi
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Abdullah Gül
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

«Non so se questo vertice ha salvato l’euro» ha detto ieri a Bruxelles Mario Monti verso le quattro del pomeriggio «non lo saprà nessuno da qui a qualche giorno. Rispetto ai ritmi europei c’è un’accelerazione a marzo, nella prima bozza si parlava di giugno. Per gli eurobond era stata preparata una tomba senza fiori, ma invece se ne parlerà a marzo, e i soldi in più ci sono. Può darsi che tutto questo non basti, ma non mi sembra il vertice dei fallimenti».

  • Ci ho capito poco.
Il punto essenziale è che il trio Merkel-Monti-Sarkozy (a proposit Merkel-Sarkozy verranno a Roma in gennaio) voleva arrivare a disciplinare i bilanci dei 27 stati membri attraverso una modifica dei trattati. L’Inghilterra s’è opposta con questa frase: «Non cederemo pezzi della nostra sovranità nazionale». Il punto chiave dell’opposizione inglese sembra quest avanzando l’integrazione continentale, il ruolo di Londra come capitale della finanza mondiale ne sarebbe risultato sbiadito. Londra è in genere contraria a un rafforzamento dell’Europa, che vive come una potenza in qualche modo concorrente, benché ne faccia parte. Poiché non si possono modificare i trattati, si procederàò con un accordo tra stati, aperto a tutti quelli che ci stanno. Si prefigurano quindi a questo punto parecchie Europe contemporaneamente: c’è la Ue propriamente detta, con 27 paesi aderenti; poi c’è l’Eurozona, cioè i 18 paesi aderenti alla Ue che però condividono la moneta (da ieri l’euro circola anche in Croazia); c’è anche l’Europa della libera circolazione degli uomini e delle merci, cioè quella dei paesi che hanno sottoscritto il trattato di Schengen, alcuni dei quali non fanno neanche parte dell’Unione. Adesso si è costituita di fatto una specie di Europa fiscale, che comprende 24 paesi: i 17 dell’area euro, più l’Ungheria, più sei volontari (Bulgaria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Danimarca). Diventeranno 26 quando Svezia e Repubblica Ceca si saranno fatte autorizzare dai rispettivi parlamenti (pare che la cosa sia scontata). Resta fuori quindi solo un paese, la Gran Bretagna. I laburisti hanno criticato Cameron per questo. Sarkozy non ha stretto la mano a Cameron, evento su cui è scatenata la stampa popolare britannica (Monti: «Sarkozy ha una personalità non fatta di nuances e quindi immagino che nell’esprimete insoddisfazione o soddisfazione ci sia molto da imparare da lui»).

• Che cosa si propongono di fare i 26 relativamente ai bilanci e al fisco?
Si rassegneranno ad essere sanzionati automaticamente se sforeranno il famoso 3% del rapporto deficit/pil o se violeranno in qualche altro modo gli accordi. Obbligo per tutti di portare il pareggio di bilancio nelle costituzioni. Da luglio sarà in funzione lo European Stability Mechanism, cioè un altro fondo senza licenza bancaria dotato di 500 miliardi. Le banche centrali dei singoli stati potrebbero (lo faranno di sicuro) prestare al Fondo Monetario Internazionale 150-200 miliardi e a questi soldi si potrebbero aggiungere (si aggiungeranno sicuramente) altri 50 miliardi provenienti da paesi non appartenenti all’Eurozona.

Come mai diamo soldi al Fondo monetario internazionale?
La Bce non può prestare soldi agli stati, ma il Fmi sì. Con quei soldi il Fmi finanzierà i paesi in difficoltà, applicando le sue solite regole. Chiaramente ci metterà anche del suo, in modo da attivare 4-500 miliardi. I cinesi sono pronti a mettere 300 miliardi (lo hanno detto ieri, ma per il momento non ci giurerei). Insomma con i 500 dell’Esm e i 200 residui nell’Efsf potremmo avere a disposizione un fuoco di sbarramento da 1000-1200 miliardi con i quali aggirare eventuali impennate dello spread.

• Ieri lo spread come è andato?
La giornata era cominciata male, con Milano all’ora di pranzo giù del 4%. Poi s’è capito che un accordo si sarebbe comunque trovato e si sono cominciate a leggere le prime anticipazioni. Le Borse sono ripartite e Milano, la migliore d’Europa, ha chiuso alla fine a +3,37, con belle performance delle banche. Quella più fiacca, significativamente, è risultata Londra. Lo spread, che s’era impennato durante la giornata, ha chiuso a 421, 23 punti in meno di mercoledì.

La Merkel?
«Ci siamo abituati, Cameron, non facendo parte dell’euro, non ha mai partecipato ai nostri negoziati. Siamo contenti in particolare per i tetti sul debito e per le sanzioni automatiche previste dal nuovo trattato. Siamo anche molto contenti che non solo gli Stati dell’euro, ma anche altri Stati entreranno a far parte della nuova disciplina di bilancio. Questi risultati evitano un compromesso di bassa lega sull’euro. Tutti al mondo noteranno che abbiamo imparato dai nostri sbagli».

[Giorgio Dell’Arti 10 dicembre 2011]
(leggi)

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