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 2011  dicembre 10 Sabato calendario

LA CORAZZATA “SANGUISUGA” E I DIPENDENTI “MANDATI IN GUERRA”

Persino davanti alla sede dell’istituto, con polizia e carabinieri a blindare il via vai, qualcuno si lascia andare. Una signora, incuriosita dai lampeggianti, arriva con le borse della spesa: “Ma che è successo, una bomba? Eh certo, ormai la gente è disperata, stiamo arrivando a questo, eh” dice proseguendo verso la fermata del bus. Incrocia un trafelato corrispondente della tivvù tedesca Rtl, che si piazza davanti alla gazzella per il suo stand up: “Der italienish terrorism” dice lanciando il servizio dedicato all’attentato gemello di quello visto a Franco-forte. Spenta la telecamera, si chiacchiera: già tra Italia e Germania non va benissimo in questi giorni, gli attentati che effetto fanno ai tedeschi? “Bè, sono terroristi italiani questi, no? Comunque la Germania sta cercando di aiutare l’Europa e soprattutto l’Italia, scusa ma devo proprio scappare”. È dura parlare dei conti che non tornano nell’Italia dove i conti non sono mai tornati. Equitalia, società che ha il compito di riscuotere le tasse non pagate da cittadini e imprese, è una macchina da soldi: 9 miliardi recuperati nel 2010, il 15% in più rispetto al 2009, e con un 2011 che il direttore ferito ieri, Marco Cuccagna, riteneva ancora più promettente. Soldi dello Stato, da rimettere virtuosamente in circolo.
“Colpiti come al fronte”
Non secondo la percezione dell’utente medio: troppo rigore contro i poveri cristi, tassi a rischio di usura e pratiche brutali di recupero crediti che tartassano il cittadino a fronte di una corruzione dilagante e lassismo sfrenato nella spesa pubblica. “Ma noi siamo cornuti e mazziati – spiega un dipendente –, perché se le leggi prevedono certi meccanismi noi possiamo solo applicarli. Anzi, abbiamo l’obbligo assoluto di far rispettare quelle norme, altrimenti diventiamo sanziona-bili noi per primi. Siamo come i soldati mandati sul fronte, a combattere la guerra del bilancio: ormai le nostre famiglie si chiedono se torneremo a casa vivi, feriti, a volte anche solo psicologicamente provati per la rabbia della gente. Contro di noi, perché siamo un simbolo”.
Insomma, un dipendente Equitalia ci pensa due volte prima di dire in giro per chi lavora. “È questo il risultato di una vera campagna d’odio scatenata nei nostri confronti – ha tuonato ieri Angelo Coco, responsabile della comunicazione –. Contro Equitalia è andata in scena negli ultimi tempi una campagna denigratoria e di disinformazione, non solo da parte di una certa stampa, che ha prestato il fianco, ma anche portata avanti da alcuni politici di secondo piano".
Report e gli “sconti” ai partiti
I dirigenti di Equitalia ce l’hanno soprattutto con “Report”, il programma di Milena Gabanelli che con le sue inchieste ha messo in luce le implacabili durezze dell’istituto, e certe distorsioni nell’applicare la legge. I nomi di alcuni partiti, da An ai Ds, comparivano nella nota di Equitalia Gerit, la controllata che si occupa di Roma e del Lazio, mostrata dalle telecamere di Rai3: “Per i contribuenti sotto indicati – diceva il documento del 2007 – attendere istruzione da parte della capogruppo (per cui astenersi anche da eventuali solleciti di pagamento)”. Una vera botta
Equitalia è la società pubblica della riscossione, cioè l’ente che ha come “mission” quella di recuperare le tasse non pagate. Le proteste contro i metodi utilizzati sono diventate via via più pesanti, con recenti episodi di aggressione nelle sedi di Sicilia, Piemonte, Sardegna, Calabria. Nel 2010 Equitalia ha recuperato 9 miliardi di euro, il 15% in più rispetto al 2009. Una media di cartelle esattoriali versate pari a circa 159,7 euro per ciascun cittadino. I più “pressati” sono stati i cittadini del Lazio
per la credibilità dell’istituto.
Dalla Lega a Zamparini
Altro soggetto citato da Coco come erosore di consenso verso Equitalia sono i politici “di secondo piano”, ovvero gli uomini della Lega Nord da sempre impegnati nel rifiuto totale delle sanzioni sulle quote latte spedite da Equitalia. L’istituto si è così visto affibbiare il ruolo di esattore molesto nel nome di Roma ladrona: un vero cortocircuito culturale per il soggetto che dovrebbe garantire il rispetto degli obblighi fiscali scoraggiando la vituperata evasione fiscale. Tanto che contro Equitalia si è pure costituito il “Movimemento per la gente” - patron il vulcanico presidente del Palermo calcio Zamparini - che accusa la società nientemeno (si legge nel sito) di “uccidere chi produce”.
Effetto crisi
Ma il pensiero minimo è: se in Italia tutti rubano, perché Equitalia vuole i soldi proprio da me? O, nel caso degli Anarchici informali: se i potenti di tutto il mondo rubano ai poveri dell’intero pianeta, perché non dovremmo colpire chi materialmente esegue una rapina legalizzata? Per questo i plichi inviati a Roma e in Germania erano indirizzati a un singolo individuo, con nome e cognome: non serviva una bomba contro l’istituzione, ma un ordigno che scoppiasse in mano alla persona. Lo scambio di prigionieri, il corpo a corpo della democrazia vissuto nel contesto impazzito della crisi economica.