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 2011  dicembre 10 Sabato calendario

PER L’ATTIVITÀ USURANTE VECCHIE QUOTE SENZA SCONTI

Pensione più lontana anche per i lavoratori addetti ad attività usuranti. Dall’anno prossimo, infatti, viene cancellata – per quanti svolgono mestieri faticosi per una parte consistente della vita lavorativa – la possibilità di avere uno sconto di tre anni sulla quota 96, la somma fra età anagrafica e anzianità contributiva necessaria per andare in pensione.
Fino all’entrata in vigore del decreto 201/2011, l’anno prossimo gli addetti ad attività usuranti potevano chiedere l’assegno previdenziale una volta raggiunta quota 93, con 57 anni di età. Questo requisito vale nel 2011, ma dal 2012, per effetto della manovra Monti, si cambia. Quanti hanno svolto attività faticose potranno andare in pensione se raggiungono per intero le quote previste dalla legge 244/2007: anagrafe e contributi dovranno dare il risultato di 96, con almeno 60 anni di età e 36 di contributi. Dal 2013 occorrerà raggiungere requisiti più elevati; la somma tra età anagrafica e anzianità contributiva dovrà risultare 97, con almeno 61 anni di età.
Non è tutto. Per i lavoratori che svolgono l’attività in turni e che lavorano di notte (almeno sei ore) per meno di 78 giornate, la quota è resa più severa. In particolare, se si presta attività per 64/71 notti sarà richiesta quota 98 e 62 anni; quanti hanno accumulato da 72 a 77 notti devono raggiungere quota 97 e 61 anni. Dal 2013, nel primo caso, la quota dovrà risultare 99, con 63 anni di età; nel secondo caso, il mix sarà fissato in 98 con 62 anni di età.
Una volta raggiunti i requisiti per il pensionamento (la somma tra età e contributi maturati) occorrerà comunque aspettare la decorrenza della finestra. Una previsione che si traduce in un ulteriore anno di attesa.
Non sono stati modificati gli altri "pilastri" del decreto legislativo 67/2011, che ha disciplinato le agevolazioni per gli addetti a lavori pesanti. Fino al 31 dicembre 2017 "basterà" aver svolto un mestiere faticoso per almeno sette anni negli ultimi dieci, compreso quello di maturazione del requisito. Per le pensioni con decorrenza 1° gennaio 2018, invece, servirà avere la certificazione relativa all’attività usurante per almeno la metà della vita lavorativa. Va ricordato che si tiene conto del periodo di «svolgimento effettivo delle attività lavorative».
Tra i lavoratori usuranti, come detto, ci sono quanti lavorano di notte. In base al decreto legislativo 67/2011 sono compresi quanti svolgono l’attività, almeno per tre ore nel periodo tra la mezzanotte e le 5, per tutte le notti lavorative. Inoltre, rientrano quanti operano di notte, per almeno sei ore, per 78 giornate. C’è poi la possibilità di avere uno sconto più piccolo sui requisiti per il pensinamento anche per chi è impegnato per un numero di notte inferiori: il punto di partenza è 64.
Nell’individuare i destinatari del pensionamento anticipato il decreto legislativo 67 ha poi fatto tesoro del decreto 19 maggio 1999, che include nelle attività usuranti i lavori svolti in galleria, cava o miniera, nei sotterranei, nei fondali (palombaro), i lavori ad alte temperature, quelli in cassoni ad aria compressa e in spazi ristretti; l’asportazione di amianto; la lavorazione del vetro cavo.
Sono sottoposti ad attività usurante anche i lavoratori dell’industria addetti a produzione in serie, quelli vincolati a tenere un determinato ritmo, quelli che ripetono in maniera costante lo stesso ciclo lavorativo su parti staccate di un prodotto finale.
Infine, è stata riconosciuta come attività usurante quella dei conducenti di veicoli, con capienza complessiva non inferiore a nove posti e destinati al trasporto pubblico collettivo.
Il decreto legge 201 riconosce, comunque, la possiblità di andare in pensione anticipata con 42 anni e 1 mese per gli uomini (41 e 1 mese per le donne), oppure a 63 anni con il sistema di calcolo contributivo (nel caso di inizio dell’attività dopo il 1° gennaio 1996).