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 2011  dicembre 10 Sabato calendario

MONTI METTE KO I BUONI

Tutti pronti a correre in Posta per chiedere entro fine anno il rimborso dei buoni fruttiferi ordinari sottoscritti negli ultimi anni. Un consiglio che dovrebbe essere seguito dal vasto pubblico di pensionati al minimo e più in generale di persone meno abbienti, che affollano gli uffici postali e che hanno investito solo poche migliaia di euro in Bfp a 20 anni. Questo se dovesse essere confermata l’interpretazione prevalente, che i Bfp rientrano di diritto nella schiera dei prodotti d’investimento assoggettati dal prossimo primo gennaio all’imposta di bollo riformulata dal Governo Monti (vedi articolo a pagina 4). I rendimenti minimi offerti dalle recenti emissioni potrebbero essere azzerati dall’imposta minima di 34,2 euro annui che i sottoscrittori saranno tenuti a pagare per i prossimi 19 anni, se mantengono i buoni fino alla scadenza. Chi nel gennaio scorso ha investito mille euro nel Bfp Serie B75, solo per fare un esempio, alla scadenza dei 20 anni invece di incassare gli attesi 632 euro sarà accolto allo sportello con una sgradita sorpresa: «Non le possiamo rimborsare neanche i suoi mille euro. Insieme agli interessi maturati dobbiamo anche trattenere 17,59 euro per versarle allo Stato». Il bollo che il sottoscrittore sarà tenuto a pagare negli anni, che in totale ammonta a 650 euro, alla scadenza porterà il rendimento netto sotto lo zero. E questo non è un caso estremo. I buoni possono essere sottoscritti anche per importi inferiori, a partire da 50 euro. E l’aggravio del bollo sui rendimenti potrebbe essere anche più pesante.
Sul sito internet Poste Italiane continua a mettere in evidenza che «I Buoni non necessitano di un deposito titoli e quindi sono esenti dalla relativa imposta di bollo». Inoltre, viene specificato che i buoni fruttiferi «garantiscono sempre la restituzione del capitale investito e gli interessi maturati». Una scritta che, se confermata anche dopo il primo gennaio 2012, quando entrerà in vigore l’imposta di bollo sui prodotti finanziari che non necessitano di un dossier titoli, significherà che il bollo sarà a carico del collocatore dei Bfp (BancoPosta) o dell’emittente (Cassa depositi e prestiti-Cdp). Il 2012 è ormai alle porte. Urge quindi un chiarimento da parte del Tesoro, che a questo punto deve ritoccare la norma, se non vuol assistere a una fuga di liquidità dalle sue stesse casse, visto che la Cdp è controllata al 70% dal ministero dell’Economia e delle Finanze.