JENNA WORTHAM , la Repubblica 10/12/2011, 10 dicembre 2011
"Vieni a cena con me" il nuovo messaggino è un cartone animato - Supponiamo che vogliate invitare un amico a un happy hour
"Vieni a cena con me" il nuovo messaggino è un cartone animato - Supponiamo che vogliate invitare un amico a un happy hour. Potreste inviargli un semplice messaggio di testo (sms), ma in fondo sarebbe noioso. Che ne pensate invece di spedire l´immagine a cartone animato di due boccali di birra che brindano? Questo è il genere di cose che ad Alicia Fernandez, studentessa di fashion marketing al Berkeley College di New York, piace moltissimo spedire agli amici. «Invece di dire "Ti amo" uso un cuoricino. Oppure, invece di scrivere "LOL" (risate irrefrenabili) inserisco la faccina di uno che piange dal ridere». Alicia Fernandez parla delle emoji, le versioni molto più sofisticate delle emoticon che noi chiamiamo "faccine", quelle combinazioni fatte di due punti, parentesi, e altri segni di punteggiatura che si utilizzano per inserire un´espressione facciale in un sms o in una email. Diversamente dalle emoticon, però, le emoji non richiedono di piegare la testa per capire il senso dell´immagine: sono una sorta di alfabeto illustrato archiviato in un telefonino e che può essere riprodotto sulla normale tastiera. Fuori dal loro paese natale, il Giappone, le emoji sono diventate accessibili ai proprietari di smartphone di ultima generazione in un primo tempo tramite app da scaricare, mentre adesso stanno diventando di moda negli Stati Uniti grazie in parte agli ultimi aggiornamenti di Apple al software dei suoi iPhone. La sua ultima versione, l´iOS5, è dotata di un archivio di emoji preinstallato che può essere utilizzato con una semplice "tastiera internazionale" selezionabile nelle impostazioni del menu del telefono. Apple non ha voluto esprimere opinioni in merito alla decisione di inserire le emoji, ma probabilmente è stata indotta a farlo dalla standardizzazione globale del format l´anno scorso. Shawn Roberts, avvocato di Oklahoma di 39 anni, ha detto che spesso lui e suo figlio Sam di 9 anni utilizzano minuscoli palloni da calcio o da basket discutendo di sport. «È divertente e permette di conferire più emozione ai messaggi». Le emoji sono popolari tra gli utenti di telefonia mobile in Asia. Le prime apparvero in Giappone negli anni Novanta: lo racconta Mimi Ito, antropologo culturale presso l´Università della California a Irvine che studia in che modo i giovani utilizzino i media digitali in Giappone e negli Stati uniti. Poco alla volta gli utenti dei telefonini hanno aggiunto ai loro apparecchi le immagini ricevute da altri e le emoji hanno preso piede. S. Shyam Sundar, condirettore del Media Effects Research Laboratory presso l´università statale della Pennsylvania, spiega: «Il semplice testo scritto è banale quando si tratta di emozioni». È difficile prevedere sin d´ora se le emoji avranno successo in Occidente, perché alcuni dettagli potrebbero andar persi nell´iter di traduzione. Mentre l´iPhone ha emoji per ciotole fumanti di ramen (piatto giapponese di pasta in brodo con carni e verdure), palline di riso e tazze di sakè, non ne ha per cibi più comuni in Occidente come la pizza. Ma le emoji possono essere adoperate anche per comunicazioni più complesse. Un blog, Narratives in Emoji pubblica storie e trame cinematografiche scritte in una sorta di stenografia emoji. Di recente è stata postata quella del "Titanic", lunga 14 caratteri appena: inizia con l´ancora di una nave e si conclude con un cuore spezzato. (Copyright The New York Times Traduzione di Anna Bissanti)