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 2011  dicembre 10 Sabato calendario

LA MALFA: ECCO LA VERITA’ SULLE DIMISSIONI DI MARANGHI

Caro direttore,
i miei rapporti personali con Enrico Cuccia e con Vincenzo Maranghi e la conoscenza che me ne è derivata di molte delle vicende finanziarie che riguardano Mediobanca mi obbligano a rettificare alcune delle risposte che il dr. Geronzi dà alle domande puntuali di Aldo Cazzullo. La prima riguarda la destituzione, nel 2003, di Maranghi da Mediobanca. Geronzi sostiene che si trattò di un dissenso sulla struttura del patto di sindacato a portare alle «dimissioni non forzate» di Maranghi — dimissioni che «alla fine furono volontarie». Non fu così. La posta in gioco era ben altra. Morto Cuccia nel 2000, Mediobanca diventava un boccone prezioso, uno scrigno di ingenti risorse finanziarie che potevano essere utilizzate per ampliare a dismisura il potere politico-finanziario di chi ne disponesse. Maranghi, l’erede di Cuccia, doveva essere rimosso perché, per la sua inflessibilità, era un ostacolo insuperabile. E fu per questo disegno che si mosse Capitalia, che godeva allora dell’appoggio del Governatore della Banca d’Italia Fazio e che trascinò con sé Unicredit e i maggiori azionisti privati. E il Governo, nelle persone di Berlusconi e Tremonti, informato, fu d’accordo. Maranghi, uomo di grande acume e integrità, consapevole dell’insuperabile ostilità nei suoi riguardi e delle ragioni che l’avevano mossa, offrì le dimissioni in cambio della garanzia dell’autonomia del gruppo dirigente della banca. Questo ha fatto sì che Mediobanca abbia potuto mantenere intatti i propri standard in questi anni, mentre colpisce che i principali protagonisti di quell’assalto siano finiti tutti fuori dalla scena. Quanto ai giudizi che Cuccia avrebbe dato su Mediaset, a me risulta che Cuccia considerasse Berlusconi un imprenditore capace, né gli ho mai sentito dire che i bilanci di Mediaset fossero falsi. Questo non esclude ciò che Geronzi riferisce. Ma da qui a dire che Cuccia fosse incapace di valutare il valore di una impresa delle telecomunicazioni, e che la sua capacità di giudizio si limitava alle imprese manifatturiere, ce ne passa molto. Cuccia aveva un’assoluta capacità di guardare dietro le cifre e risalire da esse agli uomini, alle loro qualità ed ai loro limiti. Ed è la ragione per la quale la Mediobanca di Cuccia è divenuta quello che è, mentre su altre banche e le loro avventure è meglio stendere un velo pietoso.
Giorgio La Malfa