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 2011  dicembre 10 Sabato calendario

Silvio fra tribunale e shopping: dalle foto rubate agli scatti dei fan - In aula c’è l’ibiscus («il più gran­de del mondo»), il museo de­gli agrumi e pure l’area per le tartarugheanziane

Silvio fra tribunale e shopping: dalle foto rubate agli scatti dei fan - In aula c’è l’ibiscus («il più gran­de del mondo»), il museo de­gli agrumi e pure l’area per le tartarugheanziane.Insomma, c’è il racconto di Villa Certosa, «un parco delle meraviglie». Fuori, in­vece, c’è un piccolo bagno di folla in via Montenapoleone, saluti e clic di telefonini,istantanee natali­zie dell’ex premier in vena di shop­ping. E c’è - sullo sfondo - un pro­cesso. Ma questo è un processo di­verso, perché il Cav questa volta non è qui da imputato. È in tribuna­le per testimoniare da parte lesa. «L’harem di Berlusconi»,era il tito­lo di copertina. Sottotitolo: «Dalla Sardegna le incredibili foto di cui si parlerà per anni».Per quegli scat­ti, opera di Antonello Zappadu, il direttore del settimanale Oggi Pi­no Belleri è imputato per ricetta­zione e violazione della privacy dell’ex presidente del Consiglio,ri­tratto nel parco della villa in com­pagnia di alcune ragazze. Ed ecco il punto. Sono «foto illecite». Pri­mo, «era impossibile scattarle se non stando dentro la proprietà». Secondo, «dalle immagini pubbli­cate erano stati esclusi gli uomini, con intento evidente». Silvio Berlusconi arriva a palaz­zo di giustizia poco prima delle un­dici. Niente one­man show davan­ti ai giornalisti, come accaduto di recente. Giusto una battuta, «ave­te qui l’ufficio come me? ». La testi­monianza dura sì e no mezz’ora, quanto basta per stupire con i mi­rabilia della sua residenza sarda. Una proprietà «strutturata con una villa centrale più altre ville per gli ospiti, una serie di pertinenze per pranzi e cene, un teatro, uno studio tv, impianti, giardini botani­ci, un museo degli agrumi, uno dei fichi, un insediamento per i pesci, un’area per le farfalle e per le tarta­rughe anche di età avanzata». An­cora, ci sono «pizzeria, gelateria e luna park». Insomma, «un parco delle meraviglie dove chi viene de­cide molto malvolentieri di andar­sene ». E poi ci sono quelle foto, pubbli­cate da «Oggi» il 17 aprile del 2007. Silvio che tiene per mano la mora e la rossa, Silvio su una panchina con tre ragazze sulle ginocchia, Sil­vio- Cicerone a passeggio con cin­que fanciulle. Scatti «mai autoriz­zati » di «un evento di natura priva­ta ». Perché «è impossibile fare foto (dell’interno della villa, ndr) se non si entra nella proprietà». Tut­to attorno, insiste il Cavaliere, «ci sono recinzioni e cartelli di divie­to ».Un divieto che Zappadu-auto­re anche del Topolanek desnudo , il famoso scatto del primo ministro ceco come mamma l’ha fatto -avrebbe violato. Soprattutto, nes­sun «harem». Le ragazze tenute per mano? «È una mia abitudine avere grande familiarità», spiega Berlusconi. E poi «ero come sem­pre accompagnato dal personale di sicurezza,e c’erano anche i giar­dinieri. C’erano anche uomini che sono stati esclusi dalle immagini, per creare una situazione attraen­te ». I legali di Belleri annunciano che potrebbero citare nuovamen­te il leader Pdl come teste. «Non ho obiezioni», rilancia il Cav, da qui a gennaio «mi aspettano 38 udien­ze ». Quello, in realtà, è il calenda­rio fino a Pasqua. Ma una dozzina di udienze, in effetti, sono in pro­gramma nel breve. Ma non di soli processi vive l’ex premier. E allora via in «Montena­po », capitolo shopping®ali di Natale. Berlusconi che fa quattro passi nel Quadrilatero della mo­da, che si concede una breve «va­sca » tra la gente, che risponde ai sa­­luti, che improvvisa un simil-pre­d­ellino acclamato dalla piccola fol­la di curiosi, decine di cellulari che immortalano l’acquisto di Stato, un po’ di applausi, sorrisi per tutti e «Silvio! Silvio!», e che entra in un negozio specializzato in rasoi, col­telli e pipe. «Berlusconi? L’ho tro­vato un po’ provato- spiega il titola­re- ma comunque sempre sereno, con il suo solito aplomb. Viene da noi da molti anni e quando è a Mila­no ama passare qui perché sa che da noi può parlare liberamente senza il timore che quello che dice venga riportato». Che poi, a pen­sarci, è un po’ un controsenso.Per non rischiare la pugnalata alla schiena, tocca andare a comprarecoltelli.