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 2011  dicembre 10 Sabato calendario

ORA SOROS PUNTA SUL DEBITO ITALIANO

Vent’anni or sono intascò oltre un miliardo di dollari con le sue leggendarie scommesse contro la lira e la sterlina, foriere di svalutazioni e fuoriscite delle divise dal Sistema monetario europeo. Adesso George Soros crede, al contrario, di poter guadagnare investendo nel debito sovrano dell’Italia e di Paesi della fragile periferia europea.
Il grande finanziere ha fatto vera e propria incetta dei titoli di stato liquidati da MF Global, il broker americano fallito per le perdite e il panico scatenati dalla sua esposizione a 6,3 miliardi di dollari di debito soprattutto italiano - 3,2 miliardi. Ha comprato, a prezzi scontati, ben due miliardi di questi titoli.
La mossa di Soros, rivelata dal Wall Street Journal, per avere successo deve riflettere una convinzione: che l’eurozona e l’Italia in particolare non corrano rischi nè di tracolli nè di default – almeno non prima della scadenza dei bond nel dicembre 2012 – e che la crisi del debito di Roma sia destinata a rientrare. Non in tempo, ovviamente, per salvare MF Global, ma abbastanza rapidamente per garantire profitti all’81enne Soros.
La transazione, stando alle ricostruzioni, è stata orchestrata a Londra dalla Kpmg, la società incaricata di gestire il crack di Mf Global a livello internazionale. Kpmg ha offerto in tutto 4,8 miliardi di dollari in debito sovrano rimasto in portafoglio al gruppo affondato dalla crisi, che nelle settimane precedenti l’amministrazione controllata di fine ottobre er riuscito a cedere 1,5 miliardi degli oltre 6 miliardi di scommesse europee, accanto ai bond italiani si contavano in minor misura titoli spagnoli, portoghesi, belgi e irlandesi. Numerosi grandi investitori ai quali Kpmg ha offerto le obbligazioni si sono tirati indietro, spaventati dall’incertezza sul Vecchio continente. Non così Soros e la sua squadra del Soros Fund Management, il fondo di famiglia con asset per 26 miliardi di dollari: forte di abbondante liquidità, accumulata quest’anno spostando investimenti in beni rifugio, non ha faticato a staccare immediatamente l’assegno da due miliardi.
Il finanziere ha potuto agire liberamente e senza remore perchè nei mesi scorsi ha trasformato il suo hedge fund in un «family office», un fondo per la famiglia e le sue associazioni di beneficienza: restituendo un miliardo di dollari a investitori esterni, ha evitato strette di regolamentazione. Soros, stando alle indiscrezioni, si è anche assicurato un prezzo al di sotto del valore di mercato, nonostante i dettagli non siano finora affiorati, in una transazione sugli asset di MF Global che avrebbe coinvolto JP Morgan. E nel completare l’operazione avrebbe giocato un ruolo di primo piano Scott Bessent, un veterano delle strategie europee di Soros.