La Gazzetta dello Sport, 10 dicembre 2011
«Non so se questo vertice ha salvato l’euro» ha detto ieri a Bruxelles Mario Monti verso le quattro del pomeriggio «non lo saprà nessuno da qui a qualche giorno
«Non so se questo vertice ha salvato l’euro» ha detto ieri a Bruxelles Mario Monti verso le quattro del pomeriggio «non lo saprà nessuno da qui a qualche giorno. Rispetto ai ritmi europei c’è un’accelerazione a marzo, nella prima bozza si parlava di giugno. Per gli eurobond era stata preparata una tomba senza fiori, ma invece se ne parlerà a marzo, e i soldi in più ci sono. Può darsi che tutto questo non basti, ma non mi sembra il vertice dei fallimenti».
• Ci ho capito poco.
Il punto essenziale è che il trio
Merkel-Monti-Sarkozy (a proposit Merkel-Sarkozy verranno a Roma in gennaio)
voleva arrivare a disciplinare i bilanci dei 27 stati membri attraverso una
modifica dei trattati. L’Inghilterra s’è opposta con questa frase: «Non
cederemo pezzi della nostra sovranità nazionale». Il punto chiave
dell’opposizione inglese sembra quest avanzando l’integrazione continentale,
il ruolo di Londra come capitale della finanza mondiale ne sarebbe risultato
sbiadito. Londra è in genere contraria a un rafforzamento dell’Europa, che vive
come una potenza in qualche modo concorrente, benché ne faccia parte. Poiché
non si possono modificare i trattati, si procederàò con un accordo tra stati,
aperto a tutti quelli che ci stanno. Si prefigurano quindi a questo punto
parecchie Europe contemporaneamente: c’è la Ue propriamente detta, con 27 paesi
aderenti; poi c’è l’Eurozona, cioè i 18 paesi aderenti alla Ue che però
condividono la moneta (da ieri l’euro circola anche in Croazia); c’è anche
l’Europa della libera circolazione degli uomini e delle merci, cioè quella dei
paesi che hanno sottoscritto il trattato di Schengen, alcuni dei quali non
fanno neanche parte dell’Unione. Adesso si è costituita di fatto una specie di
Europa fiscale, che comprende 24 paesi: i 17 dell’area euro, più l’Ungheria,
più sei volontari (Bulgaria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Danimarca).
Diventeranno 26 quando Svezia e Repubblica Ceca si saranno fatte autorizzare
dai rispettivi parlamenti (pare che la cosa sia scontata). Resta fuori quindi
solo un paese, la Gran Bretagna. I laburisti hanno criticato Cameron per
questo. Sarkozy non ha stretto la mano a Cameron, evento su cui è scatenata la
stampa popolare britannica (Monti: «Sarkozy ha una personalità non fatta di nuances e quindi immagino che nell’esprimete insoddisfazione
o soddisfazione ci sia molto da imparare da lui»).
• Che cosa si propongono di fare i 26
relativamente ai bilanci e al fisco?
Si rassegneranno ad essere sanzionati automaticamente
se sforeranno il famoso 3% del rapporto deficit/pil o se violeranno in qualche
altro modo gli accordi. Obbligo per tutti di portare il pareggio di bilancio
nelle costituzioni. Da luglio sarà in funzione lo European Stability Mechanism,
cioè un altro fondo senza licenza bancaria dotato di 500 miliardi. Le banche
centrali dei singoli stati potrebbero (lo faranno di sicuro) prestare al Fondo
Monetario Internazionale 150-200 miliardi e a questi soldi si potrebbero
aggiungere (si aggiungeranno sicuramente) altri 50 miliardi provenienti da
paesi non appartenenti all’Eurozona.
• Come mai diamo soldi al Fondo monetario
internazionale?
La Bce non può prestare soldi agli stati, ma il Fmi
sì. Con quei soldi il Fmi finanzierà i paesi in difficoltà, applicando le sue
solite regole. Chiaramente ci metterà anche del suo, in modo da attivare 4-500
miliardi. I cinesi sono pronti a mettere 300 miliardi (lo hanno detto ieri, ma
per il momento non ci giurerei). Insomma con i 500 dell’Esm e i 200 residui
nell’Efsf potremmo avere a disposizione un fuoco di sbarramento da 1000-1200
miliardi con i quali aggirare eventuali impennate dello spread.
• Ieri lo spread come è andato?
La giornata era cominciata male, con Milano all’ora
di pranzo giù del 4%. Poi s’è capito che un accordo si sarebbe comunque trovato
e si sono cominciate a leggere le prime anticipazioni. Le Borse sono ripartite
e Milano, la migliore d’Europa, ha chiuso alla fine a +3,37, con belle
performance delle banche. Quella più fiacca, significativamente, è risultata
Londra. Lo spread, che s’era impennato durante la giornata, ha chiuso a 421, 23
punti in meno di mercoledì.
• La Merkel?
«Ci siamo abituati, Cameron, non facendo parte
dell’euro, non ha mai partecipato ai nostri negoziati. Siamo contenti in particolare
per i tetti sul debito e per le sanzioni automatiche previste dal nuovo
trattato. Siamo anche molto contenti che non solo gli Stati dell’euro, ma anche
altri Stati entreranno a far parte della nuova disciplina di bilancio. Questi
risultati evitano un compromesso di bassa lega sull’euro. Tutti al mondo
noteranno che abbiamo imparato dai nostri sbagli».
[Giorgio Dell’Arti 10 dicembre 2011]