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 2011  dicembre 10 Sabato calendario

Bagnasco apre sull’Ici alla Chiesa - Prime aperture della Chiesa sull’esenzione Ici. Quanto meno per parlarne e «fare chiarezza»

Bagnasco apre sull’Ici alla Chiesa - Prime aperture della Chiesa sull’esenzione Ici. Quanto meno per parlarne e «fare chiarezza». Il cardinale Angelo Bagnasco si è detto ieri pronto a tutte le «puntualizzazioni» sul regime di "favore" dell’imposta sugli immobili riconosciuto ai beni utilizzati dagli enti di culto per finalità anche (ma non solo) commerciali. Dicendosi anche disponibile a porre fine agli eventuali abusi. Tutto ciò mentre sulla questione è sempre più vicina una pronuncia sfavorevole all’Italia da parte dell’Ue che ha aperto nel 2010 una procedura d’infrazione. Da Genova, dove ha partecipato ieri a un convegno organizzato dall’Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti), il presidente della Cei è tornato sulle ultime notizie di stampa – secondo le quali non solo la manovra ha lasciato immutato il regime di esenzione previsto dalle legge Ici del ’92 e confermato dal decreto sul fisco municipale del febbraio scorso ma ha anche esonerato dalla rivalutazione delle rendite gli edifici che ospitano seminari, case di cura e scuole private (si veda il Sole 24 Ore di ieri) – per «fare chiarezza e documentare le cose». Nel ricordare le pagine dedicate in questi giorni alla querelle dal quotidiano Avvenire, Bagnasco ha chiarito che «se ci sono punti della legge da rivedere o da discutere, non ci sono pregiudiziali da parte nostra». Pur sottolineando come il Concordato preveda «un particolare riconoscimento del valore sociale delle attività degli enti no profit, tra cui la Chiesa cattolica e, quindi, anche di quegli ambienti che vengono utilizzati per specifiche finalità» il cardinale genovese ha aggiunto: «Bisogna aggiungere che laddove si verificasse qualche inadempienza, auspichiamo che ci sia l’accertamento e l’assunzione conseguente come è giusto per tutti». Parole che erano state precedute da una precisazione dell’agenzia della Cei: «La Chiesa cattolica paga quello che c’è da pagare, paga quello che è previsto, come tutti, e non gode di nessun privilegio», e che hanno ottenuto l’apprezzamento del Pdl. Di «un’apertura che fa onore» ha parlato il presidente della bicamerale per il federalismo, Enrico la Loggia. Mentre il leader centrista Pier Ferdinando casini definisce «una grande montatura» l’intera vicenda. La disponibilità del Vaticano potrebbe ora agevolare il lavoro del governo in vista di un’eventuale riscrittura della norma. Sia per reperire del gettito aggiuntivo (fino a 400 milioni secondo l’Anci) con cui coprire il possibile aumento delle detrazioni Imu per i nuclei numerosi sia per prevenire l’eventuale sanzione dell’Ue attesa a giorni sulla configurazione dell’esenzione Ici come aiuto di Stato illegittimo. E in quanto nuovo da recuperare. Al Tesoro il tema è sul tavolo da mesi. Nel dossier preparato per il neo ministro Mario Monti si parla di una posizione "dura" della Commissione, che lascia già da ora ipotizzare una bocciatura del regime agevolativo, cui conseguirebbe l’obbligo di recupero dell’imposta non pagata da parte dei Comuni. La via d’uscita potrebbe essere quella di una disposizione ad hoc per chiarire la non applicabilità dell’esenzione in presenza di attività commerciali svolte sugli immobili, ancorché a carattere non prevalente. E chissà che la manovra non rappresenti il veicolo più adatto a un’operazione del genere. © RIPRODUZIONE RISERVATA L’ICI DELLA CHIESA 400 milioni La stima dell’Anci Il dato si riferisce al 2007: va aggiornato con inflazione e rivalutazione delle rendite 100 milioni La Commissione federalismo Il presidente Luca Antonini rivede al ribasso le stime a 80-100 milioni