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 2011  dicembre 10 Sabato calendario

SANTORO DIMEZZATO: NESSUNO LO GUARDA PIÙ


Sarà che nelle ultime settimane non ci sono più stati attentati – veri o presunti – ai tralicci delle televisioni locali che trasmettono Servizio Pubblico. Comunque sia, il crollo è verticale: il nuovo programma di Michele Santoro sprofonda negli ascolti. Di più: giovedì è stato superato in termini di share anche da Piazzapulita di Corrado Formigli, l’allievo prediletto che, fiutata l’aria, ha tradito per trasferirsi armi e piagnistei a La7. In sostanza, il sorpasso e il trapasso in un colpo solo. L’ultima puntata della trasmissione santoresca – visibile su network regionali e su Sky oltre che via internet – ha totalizzato il 4.99 % di share, con un pubblico di 1.164.000 spettatori (nel frattempo, Formigli totalizzava il 6.18%). Una disfatta. Le scuse possono essere tante: le festività, i problemi nel conteggio dei dati Auditel (di cui si lagna Sky), quello che vi pare. Tuttavia, il declino è innegabile e clamoroso.
La prima puntata di Servizio Pubblico aveva attirato 2.838.000 spettatori e realizzato il 12.03% di share. Il giorno seguente, infatti, i quotidiani amici come Il Fatto gridarono alla rivoluzione catodica, sostenendo che Santoro aveva creato un terzo polo televisivo al di fuori del piccolo schermo tradizionale. Peccato che, già dalla seconda messa in onda, la curiosità ha cominciato a scemare. Il tabellino di marcia è da retrocessione in serie B: 2.633.000 telespettatori con il 10.42% di share; 2.380.000 di fan (9.7%) al terzo appuntamento; pubblico di 2.012.000 persone (8.08%) la quarta volta; dati stabili a inizio dicembre: 2.019.000 spettatori e 8.01% di share. Fino al disastro di ieri, con la platea dimezzata. Poiché siamo magnanimi, ci risparmiamo la comparazione con i risultati mostruosi che San Michele delle Lacrime raccoglieva ai tempi delle prime serate su RaiDue, quelle doppie cifre micidiali che talvolta esplodevano nell’empireo oltre il 20%.
La verità, come abbiamo sempre scritto, è che Santoro fuori dalla Rai non funziona. L’abbiamo detto e ripetuto, ora abbiamo le prove. Stavolta poi c’è l’aggravante Berlusconi. Senza Silvio al governo, viene a mancare il Grande Nemico da attaccare a ogni puntata. Risultato: Servizio Pubblico è molto noioso. Se in un’arena non scorre il sangue e non volano le mazzate, non ci si diverte e si cambia canale, finendo magari nelle grinfie piazzaiole di Formigli, il quale ha imparato il mestiere dal Maestro e in quanto a sollevamento polveroni sa il fatto suo.
Persino a Mediaset Santoro faceva meglio, anche se i risultati di Moby Dick furono deludenti e Gad Lerner in favore di telecamere Rai trionfava ogni volta nella guerra dell’audience.
Va detto che la malattia di cui soffre Michele è la stessa degli altri antiberlusconiani. Roberto Benigni ha partecipato con successo al programma di Fiorello sul primo canale, ma si è attirato le proteste dei suoi stessi fan, che gli rimproveravano la muffa sulle battute: ha riso solo del Cavaliere, dimostrando di non poter fare altro. Roberto Saviano, che su RaiTre assieme a Fabio Fazio fece sfracelli (sia a Vieni via con me che negli altri speciali realizzati in coppia), qualche sera fa con Enrico Mentana ha di poco superato il 4%. Persino Ballarò soffre per l’assenza dell’odiato Sultano di Arcore.
A Santoro, tuttavia, va anche peggio. Poiché il conduttore riccioluto – assieme a Vauro e Telespalla Marco Travaglio – ha costruito tutte le passate trasmissioni sul mantra della persecuzione. Non ha prodotto notizie o scoop, non ha fatto discutere per i servizi scoppiettanti o le inchieste feroci. Si è trasformato in un simbolo, in un guru religioso: andava guardato perché sintonizzarsi con lui era un atto di opposizione al centrodestra. Ora l’effetto martire non si può più ripetere. Di conseguenza, il glamour santoresco è scemato, nonostante i tentativi di giocare alla vittima lamentando fantomatici assalti ai ripetitori delle emittenti locali che trasmettono Servizio Pubblico(in un caso, si scoprì che l’antenna colpita danneggiava Radio Maria). San Michele amava ripetere di essere una risorsa per viale Mazzini. Vero, ma viale Mazzini era una risorsa per lui. Gli scivoloni di Mauro Masi, le intemerate del Pdl, le incazzature di Silvio: erano tutti regali. Adesso il centrodestra lo ignora e il «popolo di Annozero pure».
Settimane fa, commentando le dimissioni di Berlusconi, Santoro gongolava: era il ghigno grottesco di chi ride al proprio funerale.

Francesco Borgonovo