Caterina Soffici, il Fatto Quotidiano 10/12/2011, 10 dicembre 2011
SINDROME THATCHER
Il fatto è che la Gran Bretagna non è mai entrata in Europa. Gli inglesi continuano a misurare le birre in pinte, la farina in once, le distanze in miglia, le case in piedi quadrati. E questo la dice lunga sulla loro attitudine. Se non fosse però che poi in ogni negozio e su ogni etichetta e anche sui tachimetri delle automobili c’è la traduzione nelle unità di misura standard. E pure questa contraddizione spiega l’eccezionalità britannica, un paese che con la testa è e rimane un’isola (e forse pensano di essere ancora a capo di un impero), ma è costretta, suo malgrado, a interagire con il resto del mondo. L’euroscetticismo britannico viene da lontano e questi anni di forzata convivenza nella Ue non hanno fatto che alimentarlo. I sondaggi dicono che uno su due voterebbe sì a un referendum per uscire dalla Ue. Nel cuore di ogni inglese batte ancora una piccola Thatcher, che diceva: “I problemi sono sempre venuti dal continente, le soluzioni dal mondo anglosassone”.