Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Monti ha tenuto il consiglio dei ministri ieri pomeriggio invece che stamattina (come avevamo capito), in modo da far trovare ai mercati la manovra pronta. In mattinata, il presidente del consiglio ha ricevuto le parti sociali, suscitando le ire di Bonanni e della Camusso, furibondi per gli interventi sulle pensioni (ma Cisl e Cgil non lotteranno insieme). Il consiglio dei ministri, cominciato alle quattro del pomeriggio, è durato fin quasi alle otto e ha prodotto un unico decreto legge che comprende tutto: pensioni, provvedimenti sulla casa, patrimoniale, eccetera. C’è poi stata una conferenza stampa di due ore, durante le quali hanno parlato, oltre a Monti, Passera, la Fornero, Giarda, Grilli. La Fornero, quando ha affrontato il tema delle pensioni che non recupereranno l’inflazione, s’è commossa e girano già su internet i primi piani dei suoi occhi pieni di lacrime.
• Ho l’impressione che non possiamo perdere troppo
tempo in considerazioni: le cose da raccontare sono troppe.
Monti ha cominciato rivolgendosi a tutti gli
italiani, e spiegando che questo decreto legge va battezzato “Salva Italia”. Si
tratta infatti di uscire da una crisi gravissima, che ci siamo costruiti noi
italiani con le nostre mani, riscuotendo pronta cassa quello che sarebbe stato
pagato dalle generazioni future o dalle classi più deboli. Ha annunciato che
lui stesso e i suoi ministri renderanno pubblici i rispettivi patrimoni, non
solo dichiarando quante case o macchine o barche posseggono, ma anche dando
conto della ricchezza finanziaria di ciascun membro del governo, titoli di
stato, azioni, assicurazioni sulla vita ecc. Quanto agli altri interventi sulla
politica: i consigli provinciali saranno ridotti a dieci componenti eletti dai
consigli comunali, eliminate le giunte provinciali e l’ente provinciale
considerato come un’articolazione intermedia tra Regione e Comune. Gli eletti
in organi amministrativi non previsti dalla Costituzione (come ad esempio le
comunità montane) presteranno la loro opera gratuitamente. Ridotto il numero
dei dipendenti delle otto Authority, da 50 membri a 28. Monti rinuncerà ai suoi
stipendi di presidente del Consiglio e di ministro dell’Economia. Le parole
d’ordine di tutta la manovra (30 miliardi al lordo, 20 al netto) sono equità,
crescita e rigore, una tripletta che hanno praticamente ripetuto, e più volte,
tutti i ministri.
• Il premier ha poi ceduto la parola a Elsa
Fornero, ministro del Lavoro, perché spiegasse l’intervento sulle pensioni.
La filosofia generale è che il criterio per andare
in pensione e calcolare il relativo importo sia progressivamente reso uguale
per tutti. Progressivamente, cioè, varrà per tutti il metodo contributiv
l’assegno sarà calcolato su quanto effettivamente versato. Nulla accadrà alle
pensioni di chi ha già abbandonato il lavoro. Per gli altri, dal 1° gennaio,
fermo restando che il sistema delle quote e delle finestre («bizantinismi») è
stato sepolto, accadrà quest le donne andranno in pensione non prima dei 62 anni,
ma saranno incentivate a restare al lavoro fino ai 70; gli uomini andranno in
pensione non prima dei 66, con incentivi analoghi. Il sistema sarà a regime nel
2018. Pensioni di anzianità: per usufruirne le donne dovranno avere 41 anni di
contributi + un mese. Gli uomini 42 anni di contributi + 1 mese. Infine: le
pensioni superiori ai 960 euro non recupereranno l’inflazione. È a questo
punto che il ministro s’è messo a piangere e il presidente Monti ha ripreso la
parola.
• Prima si salvavano solo le pensione
minime, quelle da 480. Hanno trovato i soldi per salvare anche quelle da 960,
grazie ai bolli sui patrimoni finanziari.
Sì, è una piccola patrimoniale: l’1,5% sui patrimoni
scudati (in fondo, uno schiaffo a Tremonti, evocato anche dal mantra: «Non abbiamo
fatto condoni, non faremo condoni») e il bollo che oggi paghiamo sui conti
correnti esteso anche a tutti gli altri prodotti finanziari. Monti si è
dichiarato favorevole alla tassa europea sulle transazioni finanziarie,
auspicata da Merkel-Sarkozy e avversata a suo tempo da Berlusconi.
• La parola è poi passata a Passera.
Questo ministro (Sviluppo e Infrastrutture) ha
parlato della crescita e della finalità ultima dei provvedimenti: creare
occupazione. In breve: vantaggi fiscali alle aziende che non distribuiscono
utili o aumentano il capitale; defiscalizzazione dell’Irap, dal cui calcolo
saranno omesse le donne e i giovani (l’Irap finanzia la Sanità e l’addizionale
regionale relativa passerà dallo 0,9 all’1,23%); fondo di garanzia da 20-25
miliardi per agevolare il credito alle medie e piccole imprese; provvedimenti
per il Mezzogiorno; rafforzamento dell’antitrust e apertura dei settori chiusi
con una serie di liberalizzazioni, che capiremo meglio oggi quando avremo in
mano testo del decreto e relative tabelle. Sembra che siano notevoli gli
interventi di rottura sul segmento delle farmacie. Ma sono naturalmente molto
curioso di vedere se c’è qualcosa sugli avvocati. Ci sono anche norme di
semplificazione burocratica. L’Iva aumenterà di due punti a metà del 2012. Cioè
sarà portata al 23%.
• La casa?
I valori catastali dovrebbero essere aumentati del
60%. Sarà colpita la prima casa con un’aliquota dello 0,4% e la seconda con
un’aliquota dello 0,75%. Ci sono tasse anche sulle barche più lunghe di dieci
metri, sugli aerei privati, sulle auto di lusso. C’è una certa quantità di
denaro messa a disposizione degli enti locali, perché la adoperino per accedere
ai fondi dell’Unione europea.
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 5 dicembre 2011]
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