Paolo Valentino, L’Europeo 12/2011, 5 dicembre 2011
A.A.A. REGALASI SOCIALISMO
DA: PAOLO VALENTINO - CORRIERE DELLA SERA 28 FEBBRAIO 1992
Offro i 12 volumi delle opere di Stalin in cambio di una camera nel centro di Mosca». «Venti due anni, bella, corpo stupendo, cerca uno sponsor-padrone almeno trentatreenne. Gli prometto il paradiso». «Accurata, riparo perfettamente collant». Il piccolo annuncio è parte dell’arredo urbano moscovita, almeno quanto lo sono le file davanti ai negozi, i buchi delle strade grandi come voragini, la gente che fa l’autostop in centro. I muri della capitale russa sono letteralmente tappezzati della piccola pubblicità che anima un mercato non ufficiale ma fiorentissimo.
Servizi, merci, sentimenti, desideri diventano oggetti di uno scambio vero o soltanto sognato in un Paese che lentamente si secolarizza, scopre che le certezze (squallide, ma certezze) dello Stato socialista sono andate per sempre e che bisogna imparare a nuotare per non essere travolti. Il fenomeno è in pieno boom. I moscoviti hanno scoperto che invece di starsene a consultare i muri o a coprirli di foglietti con i numeri di telefono staccabili possono benissimo andare in edicola, pagare due rubli e sbizzarrirsi in un colpo tra 5mila annunci. Oppure comporre un numero di telefono e chiedere di pubblicarne gratuitamente uno. Si chiama Izruk v roki di mano in mano, ed è figlio non soltanto ideale del milanesissimo Secondamano. Esce ogni settimana, realizzato con i computer, stampato in 50mila esemplari e in poco più di un mese è diventato un hit. Lo ha fondato la società mista italo-russa Pronto Moskva, posseduta per metà dagli editori del popolarissimo giornale italiano. Il successo è tale che il suo coordinatore, Gabriele Balderacchi, è già stato contattato da un giornale di piccoli annunci creato di recente a San Pietroburgo. In sole cinque settimane la Mosca del post-comunismo è tracimata come un torrente in piena sulle pagine di Izruk v roki. Quasi un improvviso specchio dei tempi, le 32 pagine del tabloid restituiscono una società tormentata da mille angosce, la burocrazia, il cibo, i vestiti, l’auto, la valuta estera, l’ansia di emigrare: problemi vecchi quanto la perestrojka si direbbe, ma problemi che il guado della transizione rende brucianti.
Gli annunci gratuiti rispecchiano anche una società in profonda evoluzione, dove nuove esigenze sessuali, professionalità creative, oltre a sottili venature razziste, emergono dalla notte del totalitarismo. La "fuga dal freddo" è ancora un tema dominante: «Infermiera, 28 anni, religione ortodossa, madre di un bambino di sei, cerca uomo bianco, onesto e ricco in partenza per un qualsiasi Paese con clima temperato». Quelli che restano, cercano compagnia: «Uomo di 48 anni cerca giovane donna per lottare insieme contro lo stress». Gli scambi proposti sono i più impensabili: «Un completo di mobili per la cucina e la camera da letto in cambio di un camion Kamaz», «Una Volga (automobile) nera per una dacia fuori Mosca», «Un paio di scarpe americane con i tacchi a spillo per un altro con tacco basso. Non si accettano scarpe degli ex Paesi socialisti», «Due jeans made in India per un paio prodotto in Occidente», «Pantaloni italiani contro un accumulatore per la Volga». Alla rubrica servizi, una ditta propone «l’organizzazione di feste, con la partecipazione di signore belle e piacevoli». Un gruppo misterioso offre «25 modi di fare onestamente molti soldi». Un altro vende «consulenza per la conversione di rubli in divisa estera».
Dulcis in fundo, c’è anche un giornalista disoccupato che si offre agli uomini per «aiutare a redigere lettere alle rispettive fidanzate».