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 2011  dicembre 05 Lunedì calendario

La Germania in soccorso di Commerzbank - Commerzbank, la seconda banca tedesca, potrebbe essere na­zionalizzata

La Germania in soccorso di Commerzbank - Commerzbank, la seconda banca tedesca, potrebbe essere na­zionalizzata. È quanto rivela il set­timanale Der Spiegel secondo cui fonti governative avrebbero ipotiz­zato una riattivazione del Soffin, il fondo di aiuto alle banche del go­verno federale, e acquistare altre azioni della seconda banca del Pa­ese nel caso in cui non riuscisse a raccogliere capitale sufficiente a migliorare la propria patrimonia­lizzazione entro l’estate prossima. L’Eba, l’Authority di vigilanza europea, non ha ancora ufficializ­zato le proprie ri­chieste di ricapita­lizzazione al sistema tedesco affin­ché gli istituti, ma le stime di mer­cato indicano per la banca guidata da Martin Blessing, presidente del Vorstand, una necessità di capita­l­e che potrebbe arrivare fino a 5 mi­liardi di euro. Il piano finora messo a punto non escludeva del tutto un nuovo intervento pubblico, ma solo co­me extrema ratio . Blessing, infatti, aveva predisposto un piano anti­crisi basato sul contingentamento di attivi rischiosi non-core per 30 miliardo di euro e sulla trasforma­zione in capitale primario di stru­menti ibridi ( contingent converti­ble bonds ) per 6 miliardi di euro. Ul­timo step del risanamento, infine, la cessione della controllata Eu­rohypo, attiva nel settore dei mu­tui immobiliari. Uno dei candidati a rilevare la filiale sarebbe stato in­dividuato proprio nel governo di Berlino che è già azionista di Com­merzbank con il 25% del capitale più un’azione dopo il salvataggio da 8 miliardi (più altri 15 di garan­zie) del 2008-2009. L’istituto di Francoforte aveva già restituito gran parte di quegli aiuti, ma l’andamento negativo del terzo trimestre del 2011 nel quale è stata registrata una perdita operativa di 855 milioni di euro, causata da 1,5 miliardi di svaluta­zioni di bond greci, ha reso il qua­dro ancor più negativo. Anche in considerazione del fatto che in portafoglio ci sono altri 7 miliardi circa di titoli di Stato italiani. In at­tesa di una parola definitiva del­l’Eba, Commerzbank ha comin­ciato­a considerare come rafforza­re il proprio patrimonio sceso al di sotto dei 25 miliardi di euro e con una capitalizzazione di Borsa che supera di poco i 7,5 miliardi. Non è il miglior momento per chieder soldi al mercato. Di qui l’ipotesi che circola sul mercato di un «aiuti­no dello Stato». I risvolti sul mercato italiano sa­ranno più psicologici che reali. Da tempo si è ormai allentato il cordo­ne che legava Commerzbank alla galassia Mediobanca. L’istituto ha disdettato l’accordo di sindaca­to con il quale partecipava con l’1,7%al«gruppo A»degli azionisti bancari. Nel cda di Piazzetta Cuc­cia resta il direttore finanziario di Commerzbank, Eric Strutz (che prossimamente sarà avvicenda­to) come indipendente. In prece­denza, si era sciolto il rapporto de­cennale con le Assicurazioni Ge­nerali, non solo in termini aziona­ri ma soprattutto in termini com­merciali. Dopo la fusione Com­merz- Dresdner l’istituto franco­fortese è entrato nell’orbita di Al­lianz (che ora ne ha poco più del 5%) chiudendo la collaborazione di bancassurance con il Leone di Trieste. La cancelliera Angela Merkel, in ogni caso, non lascerà in cattive ac­que uno dei campioni nazionali Anche se bisogna vedere come l’Unione Europea giudicherà e va­luterà nuovi interventi anticrisi.