Jenner Meletti, la Repubblica 5/12/2011, 5 dicembre 2011
BANDITI AVATAR E SUPERTELECAMERE COSÌ LA SCIENZA COMBATTE IL CRIMINE
Al processo di primo grado il perito della difesa aveva vinto la partita. «Quell´uomo ripreso dalla telecamera durante la rapina in gioielleria non è l´imputato qui presente. Guardate bene: le spalle sono diverse». In secondo grado tutto è cambiato. «L´imputato - racconta Silio Bozzi, dirigente del commissariato di Fano (e già capo del gabinetto regionale di polizia scientifica di Ancona) al convegno modenese sull´Identificazione degli autori di reati attraverso le immagini - non ha accettato di tornare nel luogo del delitto per essere ripreso dalla stessa telecamera e confrontato con l´immagine registrata il giorno della rapina. Ha accettato però di essere "scannerizzato" in una saletta del carcere. Lo abbiamo ripreso in 3D e l´abbiamo trasformato in un avatar. E così abbiamo potuto "riportare" virtualmente l´uomo nella gioielleria. L´avatar è più "vero" dell´originale. È difficile infatti che un criminale accetti di rimettersi nella stessa posa in cui è stato ripreso durante il delitto, magari con un piede alzato, la testa piegata, ecc., sapendo che se l´identificazione va bene arrivano trent´anni di galera. L´avatar invece obbedisce ai nostri ordini. Nel caso, il nostro modello in 3D era perfettamente compatibile con l´uomo ripreso durante la rapina. E l´imputato vero è stato condannato».
Si è già con un piede - uno solo - nel futuro, nella ricerca di autori di reati attraverso le immagini. «Anche noi del Ris di Parma - dice il capitano dei carabinieri Giovanni Orienti - da pochi giorni stiamo lavorando con modelli in 3D. Ma per arrivare a risultati importanti, è indispensabile migliorare la qualità delle immagini che vengono registrate». Ci sono in Italia milioni di telecamere ma secondo il capitano dei Ris «il 90% sono in posizioni non idonee o di troppo scarsa qualità». «Guardi i filmati di una banca dopo una rapina e scopri che riesci a vedere la marca delle biro sul bancone mentre nessun volto è stato inquadrato».
I telefilm americani come NCIS Los Angeles - tre clic sul computer e conosci subito vita e miracoli della persona inquadrata - non sono solo fantascienza. «Proprio la polizia di Los Angeles, quella vera - racconta Rita Cucchiara, docente di Sistemi di elaborazione delle informazioni all´università di Modena e Reggio - sta sperimentando un binocolo con telecamera incorporata in grado di "estrarre" da una folla, e identificarle tramite collegamento con database, 400 facce al secondo. Noi non siamo ancora a questi livelli e il problema non sono le tecnologie ma le risorse. Anche il nostro dipartimento, quando ci sono i finanziamenti, riesce ad arrivare all´eccellenza. Per la Nato abbiamo preparato un progetto che ci permette di rilevare i comportamenti di una folla in una piazza. Facciamo un esempio: un attentatore ha fatto un determinato percorso. Chi, fra la folla, ha fatto lo stesso percorso, magari per aiutarlo? Chi è stato sempre fermo, magari a fare da palo? Con il nostro programma, riusciamo a rispondere».
Los Angeles, per quanto riguarda il collegamento con le banche dati, resta davvero lontana. Per le impronte digitali c´è un cervellone con ricerca automatica. Ma il Casellario centrale di identità è ancora a ricerca manuale. Ci sono dentro 7 milioni di schede, con foto frontale e del profilo destro. In buona parte sono stranieri, perché sono stati schedati i clandestini, quelli che hanno ottenuto il permesso di soggiorno, le badanti, ecc. Se cerchi una persona italiana alta 2 metri e 5 centimetri, la risposta arriva presto. Se cerchi un malvivente alto 1,71, possono passare giorni o mesi. Più avanzate sono le ricerche a livello internazionale, soprattutto nella ricerca dei minori abusati. «Abbiamo identificato - hanno detto Antonio Apruzzese, dirigente nazionale della polizia postale e Geo Ceccaroli, della polizia postale di Bologna - 34 vittime fra il 2001 e il 2008, e ben 400 fra il 2008 ed oggi. Solo l´anno scorso abbiamo eseguito 107 arresti di abusatori di minori. In Internet abbiamo trovato anche i "pizzini" dei pedofili. Tu - ti chiamerò Antonio - chiedi la tale immagine del violato e io te la faccio trovare nel tal sito. E il bambino o la bimba appaiono in foto o video con un foglio A4 in mano e la scritta: "Per Antonio". Ci sono genitori che si mettono in diretta sul web mentre abusano dei figli, e "Antonio", pagando, li osserva dal computer di casa sua. Spesso vengono inviati file su computer di persone che non ne sanno nulla, e "Antonio" riceve tutte le indicazioni per collegarsi a quel computer per rendere più difficile la tracciabilità».
Per fare importanti passi in avanti potrebbero però servire anche piccole cose. «L´orecchio - dice Elio Graziano, l´ex questore che ha organizzato il convegno assieme all´Università e a Medicina legale di Modena - è come un´impronta digitale. Perché non mettere, allora, un piccola telecamera nelle bussole delle banche che inquadri l´orecchio destro al momento dell´ingresso? Da decenni - gli studi su tipologie di orecchi, naso, bocca e forma del volto sono stati compiuti da Giuseppe Falco che già nel 1921 pubblicò "Identità: metodo scientifico di segnalamento e identificazione" - le tecniche da seguire sono note. Computer e telecamere oggi possono rendere efficiente e velocissimo un sapere antico».