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 2011  dicembre 05 Lunedì calendario

MERKEL. L’ULTIMATUM DI BERLINO: IL DEFICIT NON SUPERI MAI IL 2 PER CENTO

Che Angela Merkel voglia modificare i Trattati europei è chiaro. E’ meno chiaro se ci riuscirà in tempi veramente rapidi. I nodi verranno al pettine alla fine di questa settimana, che si chiude con il vertice di Bruxelles. La cancelliera vuole fare presto, anche se ritiene che «ci vorranno anni» per sconfiggere la crisi della zona euro. Ma questo lo dice anche per mettere in guardia da rimedi affrettati che giudica inutili, come gli eurobond.
Berlino ritiene indispensabile imporre una più rigorosa disciplina finanziaria e arrivare a una vera unione fiscale (in presenza della quale anche l’opzione degli eurobond non sarebbe comunque del tutto esclusa). Per fare questo i collaboratori della cancelliera pensano a sanzioni automatiche e alla possibilità di portare davanti alla Corte europea di giustizia, mettendoli sotto tutela, i Paesi che infrangono le regole del Patto di stabilità. E anche queste regole sono da cambiare, come suggerisce un documento preparato dagli uffici del ministro dell’economia Philipp Rösler in cui si propone di abbassare dal 3% al 2% la soglia del deficit. Il governo tedesco, che non ha ancora indicato però quali organi dovrebbero poi svolgere l’attività di controllo, vuole anche che gli obiettivi di bilancio siano indicati per legge. L’idea di un commissario per l’euro, proposta dal premier olandese, intanto è stata accolta positivamente.
Questi sono i «desideri» della Germania. Ma la strada per arrivarci non è chiara. Nel suo discorso del 2 dicembre al Bundestag la Merkel ha detto che sono in corso negoziati con i partner. E’ solo una «seconda opzione» quella di un accordo intergovernativo solo tra i Paesi che hanno la moneta unica. Ma sarà possibile convincere tutti i Ventisette?
Non a caso, il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble ha proposto nei giorni scorsi un intervento limitato al protocollo 14 del Trattato di Lisbona (un testo che riguarda solo l’euro) che non avrebbe bisogno di un via libera da tutta la Ue. I non euro potrebbero aderirvi su base volontaria. Come si vede, il cammino non è semplice. Angela Merkel, comunque, crede che ce la si possa fare. Senza perdere ancora tempo, come l’opposizione la accusa di aver fatto in questi ultimi mesi.
Paolo Lepri