Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
I mercati hanno accolto trionfalmente la manovra di Monti: lo spread è calato a 373 punti base (il livello del 27 ottobre), il rendimento dei Btp decennali è quindi sceso sotto il 6%, Piazza Affari, con un 2,91 per cento, è risultata la migliore Borsa in Europa. Significativi soprattutto i rialzi del bancari. L’ex ministro Brunetta ha detto: «Se lo spread tra Btp e Bund torna a 200 punti, Monti ha vinto». Ha poi aggiunto: «La manovra di Monti contribuirà al pareggio di bilancio per un decimo. Gli altri nove decimi sono il frutto delle manovre messe in campo dal governo Berlusconi dal 2008 a oggi. Il pacchetto Monti vale 30 miliardi lordi, le manovre dal 2008 a oggi valgono ben 265 miliardi». Un’opinione assolutamente non condivisa: ancora Anna Finocchiaro, intervenendo ieri al Senato in risposta al discorso del presidente del Consiglio, ha detto che se si è stati costretti a varare una manovra come questa, la colpa è tutta del precedente governo che ha voluto ignorare la drammaticità della crisi.
• Hanno votato sul decreto legge?
No, Monti si è limitato a illustrare a deputati e
senatori la manovra. È seguito un dibattito, con dichiarazioni non più lunghe
di sette minuti, e adesso si seguirà l’iter solit domani, quasi certamente
alla Camera, comincia l’esame in commissione da concludere entro domenica.
Lunedì il testo va in aula e dovrebbe essere approvato entro sabato 17.
Berlusconi ha detto che il premier deve mettere la fiducia.
• A proposito, Berlusconi era in aula, con un’aria
abbastanza corrucciata…
Il premier lo ha salutato calorosamente (e il Cav s’è preso
un applauso dai banchi del centro-destra) poi lo ha chiamato per sbaglio
«presidente del Consiglio». Alla fine del discorso Berlusconi s’è messo a
chiacchierare con i cronisti: «Questa manovra contiene diverse cose su cui non
siamo d’accordo. Tuttavia, il problema non è una singola parte, ma la necessità
di approvarla per intero a causa della situazione che si è creata. Noi
sosteniamo il governo lealmente e continueremo a sostenerlo. E lo faremo anche
se ci saranno, dopo il lavoro delle Commissioni, delle cose di cui non avremo
un opinione positiva». È un buon riassunto della posizione del Pdl, e,
paradossalmente, è un buon riassunto anche della posizione del Pd: ci sono
parecchie cose su cui non siamo d’accordo, e tuttavia… In realtà nessuno dei
due partiti maggiori si può permettere di far sgambetti. Maurizio Pessato,
l’amministratore della società di sondaggi Swg, sostiene che «il 66% degli
italiani sa che questa manovra era necessaria e capisce i motivi che hanno
portato il governo a vararla. Anche se con mugugni, nella sostanza due terzi
dei cittadini approvano il decreto “Salva Italia”». Quindi il partito che
facesse cadere il governo Monti – oltre a subire inevitabili scissioni –
sarebbe poi punito alle elezioni. Gli unici che possono permettersi di sparare
contro sono l’Idv e soprattutto la Lega. Bossi è arrivato che Monti stava
parlando da quasi dieci minuti, i colori verdi della sua mise messi bene in mostra. Prima del
discorso del premier il Senatùr aveva detto: «Ma che è venuto a fare? Il Paese
ha bisogno di posti di lavoro e questo governo non ha idea di come crearli: è
il problema centrale, e la manovra è solo depressiva». Ed eccolo dopo il
discors «La manovra è tutta da buttare, non serve a niente. Quello che
servirebbe al paese è la creazione dei posti di lavoro, cosa che il signor
Monti non sa fare. Monti si è nominato eroe di salvezza di una guerra già persa
dall’Italia» concetti che aveva espresso già a Vicenza domenica, auspicando una
«secessione concordata».
• C’è poi il problema dei sindacati.
Monti ha sostenuto che Cgil, Cisl e Uil non hanno
titolo per discutere di pensioni, un’autentica bestemmia nell’Italia come la
conosciamo. Bonanni e Angeletti faranno scioperare i loro iscritti lunedì
prossimo per due ore. Non si sono coordinati, però, con la Cgil – da cui anzi
ci tengono a restare distinti – e questo ha mandato su tutte le furie la
Camusso, che di ore di sciopero, per lunedì, ne ha proclamate quattro. Ho
l’impressione che la distruzione creatrice del cosiddetto governo tecnico sia
destinata a travolgere per primi i sindacati, anche se Monti s’è detto pronto a
sedersi con Cgil, Cisl e Uil per le questioni relative al mercato del lavoro e
al welfare (in agenda al più presto).
• Il premier ha detto qualcosa di nuovo?
I concetti sono quelli della conferenza stampa, su
cui abbiamo riferito ieri. Sottolineo però le espressioni, insistite, di
«intervento strutturale» e «crescita duratura». Monti, ribadendo ancora che non
ci saranno condoni, vuole che leggendo in controluce la sua manovra si veda
un’intelaiatura nuova, un progetto di organizzazione diversa della nostra
democrazia.
• Per un obiettivo come questo dovrebbe restare in
Parlamento anche dopo il 2013.
Ieri, nell’incontro mattutino con la stampa estera,
ha detto di no. «Credo che dopo un’esperienza simile, ne avrò abbastanza».
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 6 dicembre 2011]
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