Stefano Caselli, il Fatto Quotidiano 6/12/2011, 6 dicembre 2011
FORNERO, IL PIANTO DELLA PREVIDENZA
Il governo dei professori non spiccherà mai per la notorietà dei suoi componenti, ma da domenica c’è l’eccezione: Elsa Fornero, con le sue lacrime, ha bucato il video. Il pianto del ministro ha fatto discutere, ma soprattutto ha stupito. Elsa Fornero a Torino è un volto noto e tutti riconoscono in lei un profilo di sabauda severità. 62 anni da San Carlo Canavese, di famiglia operaia, Elsa Fornero, moglie dell’economista Mario Deaglio, una donna di potere apprezzata e temuta, con un piede in molte delle istituzioni che contano: vicepresidente della Compagnia di San Paolo (oggi forse il principale centro di potere) dal 2008 al 2010 e vicepresidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo (di cui la Compagnia è il principale azionista) fino al giorno precedente la chiamata di Mario Monti, un posto nel cda de La Stampa e la carica di Honoray Fellow del Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, un’oasi di eccellenza accademica così anglosassone che l’inglese, per statuto, è la lingua ufficiale.
“È UNA PRECISINA – dice di lei un concittadino di una certa influenza – addirittura un po’ rompiballe, nel senso buono del termine. È severa con gli altri, è severa con i suoi studenti, ma lo è anche con se stessa. E poi non ha mai votato Berlusconi, su questo non c’è alcun dubbio. Se ha pianto lo ha fatto perché è davvero dalla parte dei più deboli e sa che non si sarebbe potuto fare altrimenti”. Un’ex collega della Compagnia di San Paolo, invece, la pensa un po’ diversamente: “Il problema di chi è ipercontrollato è esattamente questo, si cede all’improvviso. Ma gli accademici puri hanno forse soltanto meno dimestichezza con i media e con lo stress dei ruoli politici. Ve la immaginate la Bindi o la Finocchiaro scoppiare in lacrime durate una conferenza stampa? Non credo. Anche se c’è il precedente di Livia Turco. Non a caso anche lei torinese…”. Più accomodante Giorgio Airaudo , leader della Fiom: “La Fornero è una persona seria. Abbiamo idee diverse, certo, ma la sua competenza non si discute. Il pianto? Non mi stupisce. Forse si è resa conto che i suoi studi in tema di previdenza, in cui è un luminare, sono entrati in conflitto con la realtà”. “Lacrime di coccodrillo, prima se li mangia poi piange – è la reazione di Bruno Babando, battitore libero del giornalismo torinese – l’ironia è fin troppo facile, ma è sulla bocca di tutti. Lei la fama della dura e tignosa e Mario Monti la conosce bene. Infatti si è praticamente messo a ridere”.
COME BEN si conviene alla sua torinesità (perfino il cognome sembra fatto apposta per essere declinato nel tipico accento cantilenante) Elsa Fornero è donna discreta (o meglio, “sobria”, come gli esegeti dell’era Monti amerebbero definirla). L’unico aneddoto degno di questo nome lo ha raccontato lei stessa in un’intervista pochi mesi fa: “Mio marito ha origini borghesi – raccontava – non si capacitava che potessi invitare Mario Monti a cena in cucina o parlargli mentre giravo il risotto”. Il risotto in cucina come unica trasgressione, nessun passato da sessantottina (“la contestazione Economia e Commercio l’ha soltanto sfiorata”), nessuna iperattività mondana (solo la passione per il Teatro Regio) e nessun clamoroso conflitto d’interesse. Forse uno, piccolino: lo Statuto della Fondazione San Paolo prevede che il ministro delle Pari Opportunità (Elsa Fornero ha anche quella delega) nomini un componente del Consiglio Generale della Compagnia di San Paolo, dove il ministro era di casa fino all’altroieri. Il posto è ambito, i giochi di potere si sarebbero già messi in moto. Di lei si dice segua con passione quasi materna i suoi allievi migliori (Andrea Beltratti, attuale presidente della Compagnia, è tra questi). Sul ministro Fornero, sempre che il governo Monti duri fino alla primavera del 2012, potrebbero addensarsi nubi di nepotismo. Saprà evitarle?