Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  dicembre 06 Martedì calendario

Nella fiction su via Poma l’assassino non c’è

• Va in onda su Canale 5, mentre il processo è in corso, il film tv di Roberto Faenza Il delitto di via Poma che ricostruisce in 90 minuti vent’anni di misteri, errori (della polizia e della magistratura) e depistaggi senza indicare un colpevole. «Il produttore Pietro Valsecchi e il regista sceneggiatore Roberto Faenza hanno utilizzato gli atti giudiziari per raccontare come l’omicidio resti un groviglio di interrogativi irrisolti. Così, mentre l’inchiesta della procura è approdata a una “certezza” con la condanna di Raniero Busco (…), nella fiction l’assassino non c’è. “Il colpevole è la giustizia italiana”, sostiene Faenza, convinto del fatto che il killer di via Poma “sia qualcuno che va protetto”. Valsecchi è d’accordo: la morte della Cesaroni “è una verità scomoda, un caso tutto italiano come le stragi di Ustica e piazza Fontana”. Perciò il film ruota attorno alle bugie che hanno costellato e sviato le indagini. “Tutti mentono anche per motivi che non c’ entrano niente con il delitto: una sorta di piccolo Peyton Place in cui l’ unica a farne le spese è Simonetta”, osserva Faenza (…) Anche Paola Cesaroni condivide i dubbi degli autori della fiction. Ricorda Faenza: “Le ho chiesto come reagirebbe all’assoluzione di Busco e lei mi ha risposto: Vorrebbe dire che si sono sbagliati un’altra volta”» [Lavinia Di Gianvito Cds 3/12/2011]