Maria Volpe, Corriere della Sera 06/12/2011, 6 dicembre 2011
ROSARIO E LA GRANDE FAMIGLIA CHE LO SGRIDA ANCHE PER LE GAG —
«Più dell’Auditel mi importa di far ridere mia moglie». Non lo diceva per dire Fiorello. Lo pensava. E qui c’è la chiave del suo successo e anche della sua forza di uomo e artista. La famiglia. Impossibile capire Rosario Fiorello, impossibile leggere la sua popolarità senza capire cos’è per lui la famiglia. E queste quattro puntate del suo grande show che si è chiuso ieri sera, sono state la prova evidente di come per lui pubblico e privato siano la stessa cosa, vita vissuta e raccontata pure. Di come la moglie, le figlie, fratelli, sorelle, la mamma siano presenti sul palco come a casa. È forse l’unico artista in Italia che vive la sua creatività come elogio dei legami di sangue e il suo talento come espressione dei suoi affetti.
La moglie Susanna non è mai mancata in platea. E non era lì a guardarlo. Era lì con lui a sostenerlo, come solo le donne sanno fare. E Fiore ha «duettato» con lei: l’ha guardata con complicità, l’ha interpellata, l’ha baciata. A lei si rivolgeva sempre, quando partiva il suo monologo sulla sua vita di padre, sulla loro vita di genitori. Susanna — la donna che gli ha restituito la serenità, dopo un periodo buio e che nel 2006 gli ha dato una figlia, Angelica — ha già una figlia grande, Olivia, dal suo precedente matrimonio, ma Rosario l’ha sempre considerata una sua figlia (presente anche lei in platea con le sue amiche «pischelle»). E proprio dall’esperienza quotidiana di veder crescere un’adolescente ha tratto spunto per le sue esilaranti gag. Una su tutte quella dei ragazzi che maltrattano madri e padri («Sei vecchio, lasciami vivere la mia vita»), che li costringono a notti insonni senza dare notizie.
Tutto vero. La vita d’ogni giorno che diventa battuta. Come del resto accade anche con la piccola Angelica: le nottate passate a cercare di addormentarla e il pensiero futuro, seppure lontano, del primo fidanzatino che verrà a prenderla («Una testata non gliela vuoi dare?»). Questo è il suo presente, il suo futuro. Ma grande parte nella vita di Fiorello, nei suoi pensieri, ce l’ha anche la sua famiglia d’origine. Forse perché per un siciliano ha ancora un valore sacro la famiglia. Il papà, su tutti. Nicola, si chiamava. Stroncato da un infarto nel ’90, a soli 57 anni. Era appuntato della Guardia di Finanza. Un uomo bello, rigoroso. Ma che sapeva ridere della simpatia di quel suo figlio, già «matto» da ragazzo. Per Fiorello è stato un dolore lacerante, che si porta dietro ancora oggi. E il suo grande rammarico è che papà Nicola non possa godere della popolarità di suo figlio. Con il fratello Beppe lo ricordano spesso. Anche perché il padre diceva sempre che Beppe «con quella faccia antica» sarebbe stato un attore meraviglioso. Ci aveva visto giusto. Beppe, che una volta era solo «Fiorellino», il fratello minore del re del karaoke, oggi è un artista di indubbio valore e di gran successo che ha dato vita a fiction intensissime. E Fiorello ne è orgoglioso. Vorrebbero girare un film insieme. E lo faranno. Nella terza puntata, lo showman ha ospitato proprio Beppe e hanno dato vita a un duetto che andava oltre il copione: c’era affetto, intimità. Nessuna gelosia nè invidia. Ma il comune sentire di chi in quel paesino siciliano ha lasciato il cuore. E poi Catena, la sorella scrittrice, e Anna la sorella «normale» che ha un’attività commerciale.
E che dire di mamma Rosaria. Stesso nome suo. Legame fortissimo. Anche lei è sempre lì a guardare il suo bambino. E a rimproverarlo se serve. Fiorello prendeva in giro padre Georg, segretario particolare di papa Ratzinger. Lei lo chiamò: «Sei sempre stato un bravo ragazzo, mi diventi indiavolato a 47 anni?». Fiorello non fece mai più quella parodia.
Maria Volpe