FEDERICO RAMPINI, la Repubblica 6/12/2011, 6 dicembre 2011
L’esodo interrotto dei messicani - È finito l´esodo dei messicani negli Stati Uniti. Si è ridotta a un rigagnolo l´immigrazione che per un secolo ha plasmato la geografia etnica di molti Stati di confine come California, Arizona, Texas, ma anche di grandi metropoli come New York
L’esodo interrotto dei messicani - È finito l´esodo dei messicani negli Stati Uniti. Si è ridotta a un rigagnolo l´immigrazione che per un secolo ha plasmato la geografia etnica di molti Stati di confine come California, Arizona, Texas, ma anche di grandi metropoli come New York. È sceso ai minimi storici dagli anni Settanta il numero di ingressi, mentre molti messicani tornano nel loro Paese. Il cambiamento si riflette anche negli arresti alla frontiera: solo 300.000 i clandestini fermati, mentre erano 1,6 milioni nel 2000. Molte le spiegazioni, in testa ci sono le ragioni economiche: il mercato del lavoro Usa non tira più; viceversa va meglio l´economia del Messico, nonostante che il Paese faccia notizia all´estero soprattutto per la guerra dei narcos. Pesano anche le dinamiche demografiche, una parte degli immigrati tornano a casa a godersi la pensione. Ma questo cambiamento improvvisamente depotenzia la campagna anti-immigrati della destra, uno dei temi forti per alcuni candidati conservatori alla Casa Bianca. Diversi esponenti della destra in corsa per la nomination nel 2012 hanno accusato Barack Obama di lassismo nei confronti dell´immigrazione clandestina, ora il tema rischia di svanirgli fra le mani.