Varie, 6 dicembre 2011
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Bergdahl Bowe
• Sun Valley (Stati Uniti) 28 marzo 1986. Soldato. Dal giugno 2009 nelle mani dei talebani • «[...] catturato nell’Afghanistan orientale alla fine di giugno [...] in luglio era già apparso in un video, sotto stress, costretto [...] a chiedere il ritiro immediato delle truppe Nato [...]“Sarà il prossimo Vietnam a meno che il popolo americano non si sollevi e non fermi questo nonsenso [...] la nostra arroganza che ci rende così ciechi da rifiutarci di vedere i grossolani errori che continuiamo a ripetere uno dopo l’altro” [...]» (Glauco Maggi, “La Stampa” 27/12/2009) • Le frasi di cui sopra sono tratte da un video del Natale 2009. Nell’aprile 2010 ne fu rilasciato un altro, in cambio del rilascio di Bowe i talebani chiedevano la liberazione di un numero imprecisato di insorti dalle carceri afghane: «[...] “Voglio andare a casa”, dice Bergdahl [...] In divisa militare, con la barba lunga ma curata, viene mostrato mentre legge il giornale e fa esercizi per tenersi in forma. “Questa guerra non vale lo spreco di vite costate all’Afghanistan e agli Usa— dice —, le vite sprecate a Guantanamo, Bagram e tutti quei posti dove teniamo i prigionieri”» (“Corriere della Sera” 9/4/2010).