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 2011  dicembre 06 Martedì calendario

BATTISTONI Andrea

BATTISTONI Andrea Verona 2 luglio 1987. Direttore d’orchestra. Dal gennaio 2011 Primo Direttore Ospite del Regio di Parma • «[...] diplomato in violoncello e tuffatosi nello studio della direzione d’orchestra nel 2004, è figlio di madre pianista e di padre melomane: “Ogni estate, papà mi portava a vedere le opere all’Arena. Quante Aide e Rigoletti nella mia infanzia! All’epoca però la mia preferita era Turandot, che considero il titolo più adatto all’immenso spazio areniano. [...]”. Con fervida immodestia il giovane maestro confessa che il suo modello è Toscanini, “complice il mio lavoro a Parma, dove visito spesso la sua casa, come in pellegrinaggio, e discuto delle sue esecuzioni con studiosi toscaniniani. Tutto quel che ha fatto, non solo le sue letture delle grandi opere verdiane, ma anche quelle dei pezzi sinfonici ha la capacità di abbinare la rigorosa organizzazione della materia musicale a una formidabile energia espressiva. È un interprete non legato al gusto della sua epoca, ma incredibilmente preveggente”. A proposito delle caratteristiche del suo mestiere, sostiene che il cambiamento più notevole, rispetto alle figure del passato, riguarda il rapporto con il tempo, “che si è compresso in modo folle per tutti noi, e quindi anche per il montaggio delle produzioni operistiche. Per questo sia il direttore che l’orchestra devono avere un livello di preparazione più che mai elevato”. Con slancio democratico, spiega di considerare gli orchestrali “colleghi paritari: persone fidate e rispettate con cui fare musica, e non delle quali servirsi per fare sfoggio della propria bravura” [...] non trascura la sua passione per il rock, “perché la buona musica mi piace tutta, in ogni sua declinazione”. Così nel suo raro tempo libero, suona “come un bassista della domenica” con un gruppo rock di ex compagni del Conservatorio» (Leonetta Bentivoglio, “la Repubblica” 20/7/2011) • «[...] quando avrà tolto il troppo e il vano dal suo gestire e dalla sua capigliatura potrà partire verso la grandezza [...]» (Paolo Isotta, “Corriere della Sera” 19/10/2010).