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 2011  dicembre 06 Martedì calendario

Bertolotto Piero

• Chiusa Pesio (Cuneo) 7 luglio 1947. Banchiere. “Manager di punta” della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, nell’aprile 2010 fu sfiduciato dal Cda: «[...] Cuneese doc, cresciuto quando ancora esisteva la Cassa di Risparmio, Bertolotto ha collaborato a tutte le trasformazioni approdando al Consiglio di gestione di Ubi e alla presidenza della Bre. Motivazione della sfiducia: “Ha assunto decisioni che competono all’azionista. Si è così interrotto il rapporto di fiducia”. Voti della Fondazione Crc: 6 per la sfiducia, un contrario. La bagarre è iniziata quando la notizia è diventata pubblica. Il primo confronto c’è stato tra Brescia e Bergamo tra i vertici di Ubi Bazoli, Faissola, Zanetti con il presidente della Fondazione Cr Cuneo, Ezio Falco. Mediazione trovata il 16 marzo: “Bertolotto resterà al vertice di Bre Banca ancora un anno, perché possa guidare il trasferimento della direzione della banca da Milano a Torino”. E mentre Falco rispondeva (e otteneva il sì quasi unanime dell’assemblea che lo ha eletto, fatta di delegati dei Comuni, dell’Asl, associazioni di categoria, sindacati, volontariato e Università), Piero Bertolotto restava in silenzio. Nessuna intervista, nessuna dichiarazione diretta o tramite la Bre [...] Ma altri si sono mossi in difesa del manager bancario. Attaccando la Fondazione e i suoi dirigenti. E l’azionista che vuole cambiare un manager diventa l’accusato. Prima una petizione: 183 imprenditori (tra i quali alcuni illustri come la Lannutti Trasporti) che comprano una pagina di giornale per dire “Non possiamo accettare la sfiducia a Bertolotto”. Quindi il senatore Pdl Giuseppe Menardi (ex sindaco dc di Cuneo, ex An) che difende Bertolotto e scrive al ministro Tremonti. Chiede che “dichiari decaduti” i vertici della Fondazione “per violazione del codice etico”. Nell’interpellanza cita una serie di società nelle quali partecipano alcuni del cda della Fondazione Crc. Rende note quote azionarie, i bilanci e l’indebitamento anche bancario. Il suo concetto è: “Non si può guidare una Fondazione bancaria e contemporaneamente essere soci e fare affari in più società”. Un putiferio. I primi a reagire sono gli interessati: “Nessuna violazione del codice etico. Le società di cui facciamo parte non hanno nulla a che vedere con l’attività della Fondazione. Tutto è pubblico e alla luce del sole”. E fuori dall’ufficialità: “Se uno è ai vertici della Fondazione mica smette di fare l’imprenditore. Senno lì ci possono stare solo nullatenenti o pensionati”. Uno di loro, Gianluigi Gola, che è nella società editrice del Giornale del Piemonte, ed è stato indicato dalla Fondazione Crc come “successore” di Bertolotto in Ubi, annuncia querela al senatore e richiesta danni. Poi è il Pdl a prendere le distanze: “Quella del senatore Menardi è un’iniziativa individuale” (parole di Enrico Costa, coordinatore provinciale). Quindi il sottosegretario Guido Crosetto, uno dei leader Pdl in Piemonte. In un’intervista va giù duro: “È una guerra dove si usano toni e metodi che non appartengono al Dna dei cuneesi e infangano istituzioni che sono di tutti i cuneesi, Fondazione e Bre. Il senatore Menardi ha svolto un’attività lecita ma l’ha fatta nel momento sbagliato. Capita, è sempre capitato che un’azionista decida di cambiare l’amministratore delegato o il presidente. Si è visto all’Eni come in Fiat. È più che legittimo. Nessuno occupa quei ruoli per diritto divino. Se la scelta di cambiare manager fatta dalla Fondazione Crc non piace, chi ha eletto i vertici, alla scadenza li cambierà. È che sono accaduti fatti gravissimi per i quali auspico l’intervento della magistratura perché chiarisca se è vero che sono state usate le strutture degli Enti per cercare informazioni utili a colpire il presunto nemico”. Il Procuratore di Cuneo Alberto Bernardi ha letto ed è intervenuto: acquisizione di tutti gli articoli di giornale e di una serie di carteggi. Dalla partita vuole restare fuori la Lega (primo partito con oltre il 25% dei consensi dei cuneesi): “Una polemica che non ci riguarda”, tronca, decisa, la presidente della Provincia Gianna Gancia» (Gianni Martini, “La Stampa” 15/4/2010) • Vedi anche Giovanni Stringa, “Corriere della Sera” 16/4/2010.